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9 motivi che oggi allontanano la gente dalla Chiesa

MAN SITTING IN PEW
Stokkete | Shutterstock
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Li spiega un parroco tedesco che dopo trent'anni ha deciso di non fare più il parroco...

«Che impressione avrebbe un non credente o un credente di un’altra religione se partecipasse alle discussioni di consigli parrocchiali nei quali si continuano a mercanteggiare luoghi e orari delle nostre celebrazioni? Quando si mercanteggia una mezz’ora prima o dopo, quando si tirano in ballo lavoro in giardino, trasmissione sportiva, dormire a sazietà, tempo libero, abitudini e pranzo e precisamente ben prima del significato della celebrazione della morte e risurrezione di Gesù».

Padre Thomas si chiede giustamente: «Come può scaturire da quest’ultima luce e gioia, speranza e convinzione, quando non è più importante di una colazione prolungata o di una partita di calcio fra Colonia e Bayern Monaco? Quando abbiamo dimenticato che è la forma più alta e la festa suprema della nostra fede? Finché offriamo questa festa come fosse birra acida e poniamo tutti i desideri al di sopra del contenuto, essa resterà una triste celebrazione. Infatti, a nessuno piace la birra acida».

4) Cambiare sì, ma senza causare “gelo”

Una riflessione che il sacerdote tedesco ripete spesso nel suo libro è che oggi molti sacerdoti faticano a comprendere il contesto in cui si trovano. E il distacco con i propri fedeli aumenta.

«A volte partecipo a celebrazioni liturgiche al termine delle quali mi chiedo se vorrei ancora andare in quella chiesa – osserva Padre Thomas -. Al termine della messa mi sento veramente “congedato” nel senso letterale del termine. A volte, anche come semplice fedele, esco dalla celebrazione eucaristica e non so se devo essere più arrabbiato, più triste o addirittura sconvolto. Comunque molto raramente questo dipende dal celebrante o dall’omelia; non di rado dipende dal quadro nel suo complesso».

Se per esempio si vogliono cambiare usanze e tradizioni, prima di procedere bisogna tenere presenti la sensibilità dei fedeli.

«Un nuovo confratello raccontò visibilmente commosso di aver ricevuto un amichevole avvertimento dopo la sua prima celebrazione eucaristica in parrocchia. Un uomo lo aveva avvicinato e gli aveva detto: “Padre, nella nostra parrocchia lei deve distribuire la comunione più lentamente. Noi ci prendiamo sempre molto tempo per questo”. L’avvertimento e la sua formulazione la dicevano lunga sull’atmosfera che regnava nella celebrazione eucaristica e sulla relazione esistente fra le persone nella comunità. Inoltre, quell’avvertimento cadde su un terreno pronto a riceverlo».

5) La promessa battesimale non mantenuta

«Promettiamo di educare nostro figlio nella fede». Chiunque abbia partecipato anche una sola volta a un battesimo conosce questa frase. E tanti l’hanno già personalmente pronunciata, in modo più o meno consapevole.

Oggi la crisi della fede, sopratutto nei più giovani, dipende molto dalla lontananza delle famiglie, che hanno accantonato quella promessa fatta al momento del battesimo. Lasciare il proprio figlio privo di una educazione cristiana animata da sani valori è una delle piaghe scatenata dalla laicizzazione della società. »Io mi sono trovato davanti a una coppia che era uscita dalla chiesa – lamenta Padre Thomas – e addirittura a un padrino non battezzato. La coppia motivava il suo desiderio del battesimo del figlio esclusivamente con la possibilità di avere un posto nella scuola materna e, in seguito, di frequentare una scuola gestita dalla diocesi. Non ho battezzato il bambino, ma i genitori hanno trovato un altro prete e forse egli aveva anche buone ragioni che a me erano sfuggite».

Il sacerdote pensa ad una soluzione che potrebbe essere quella di «introdurre un catecumenato più lungo», per genitori, padrini, madrine dei battezzandi. «Sarebbe probabilmente una strada, ma potrebbe funzionare solo se tutte le parrocchie la percorressero».

6) Prima comunione? Uno show!

Sulle pecche della cerimonia della prima comunione, Padre Thomas ci va giù duro. Oggi è sempre più difficile trasmettere ai ragazzi l’importanza del primo “incontro” con il corpo di Cristo. Se poi quel giorno diventa il momento per una corsa ad agghindare il proprio figlio, allora si è messi proprio male.

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