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Arcivescovo di Sydney: per i preti, meglio il martirio che la violazione del segreto confessionale

PRIEST,CONFESSIONAL SCREEN
© Götz Keller | CC (modified)
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Ma il premier del Nuovo Galles del Sud dice che la questione verrà affrontata a livello nazionale

Anthony Fisher, arcivescovo di Sydney, la città più grande del Nuovo Galles del Sud, ha parlato della Confessione nella sua omelia di Pasqua, centrata sui sacramenti.

“La Confessione”, ha affermato, “è un altro splendido dono pasquale, che ci esorta alla contrizione e a decidere di non peccare più, permettendo un viaggio di conversione che dura tutta una vita, riconciliandoci con Dio e con la Chiesa e donandoci perdono e pace”.

Come il sacramento del Battesimo, ha aggiunto, la Confessione “è oggi minacciata sia dalla trascuratezza che da veri e propri attacchi”.

“Ma i sacerdoti, lo sappiamo, saranno disposti a subire delle punizioni e perfino il martirio pur di non violare il segreto confessionale, perché la Confessione è un incontro privilegiato tra il penitente e Dio; qui il cristiano entra nel silenzio e nella segretezza della Tomba per ricevere la Pasqua, e nessuna autorità terrena può entrare in questo”.

Questione globale

Nel 2016 una situazione simile è emersa in Louisiana (Stati Uniti), dove una legge istituita per chiedere al clero di riferire dichiarazioni relative a dei crimini se ne fosse venuto a conoscenza durante la Confessione sacramentale è stata ritenuta incostituzionale da un giudice statale.

Anche in quell’occasione la legislazione derivava da un caso di abuso sessuale. Rebecca Mayeaux ha riferito che aveva 14 anni nel 2008 quando ha detto a un sacerdote in confessione che un parrocchiano 64enne abusava sessualmente di lei.

Al processo, il sacerdote ha affermato che sarebbe stato automaticamente scomunicato se avesse rivelato ciò che gli era stato detto durante la Confessione.

“Se violiamo il segreto è finita”, ha dichiarato padre Jeff Bayhi rispondendo a una domanda di uno dei legali, Don Richard.

Quando Richard gli ha chiesto se avrebbe mai violato il segreto confessionale, padre Bayhi ha risposto: “Consapevolmente? Assolutamente no. Se non è sacro quello, nessuno avrà mai fiducia in noi”. Il sacerdote ha dichiarato che non poteva nemmeno dire se aveva avuto luogo una Confessione.

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