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Un amore irato che si oppone con forza a che tu ti perda: questo serve oggi

Cristo Giudice e Santi3

Marco Scicchitano - pubblicato il 06/04/18

E Cristo è il modello supremo: abbiamo bisogno di riappropriarci dell'idea che amore è anche la dura correzione e che severità non è per forza sopruso e violenza

di Marco Scicchitano

Se dovessi commissionare un’opera sacra, chiederei all’artista di raffigurare Gesù Cristo irato.
Non deve essere facile cogliere lo sguardo di Cristo mentre incontra lo sguardo di un ipocrita che non riesce ad essere uno, raffigurarne l’espressione mentre ammonisce severamente una generazione che s’incammina verso l’infelicità, oppure pietrificarne l’atteggiamento veemente che usa nel preservare spazi al Sacro e confini alla decenza che sono di tutti ma vengono lordati da alcuni. No, non deve essere facile ma credo sia necessario.




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Così come il Re che serve ha stravolto la concezione della regalità duemila anni fa, ora il volto irato che ama è necessario per riempire il vuoto educativo che tende troppo ad accogliere, etichettare, diagnosticare, patologizzare e poco a correggere, stimolare, motivare e indirizzare verso il bene. Credo sia necessario per riappropiarci della possibilità di considerare amore e misericordia anche la dura correzione che evita la sofferenza e poter riconoscere nel fuoco della veemenza la passione bruciante di chi non vuol veder l’altro perdersi. Manca l’iconografia sacra, così come manca la possibilità di immaginarlo nella società di oggi, nei contesti educativi dove i ragazzi allo sbando aggrediscono i professori o si coalizzano in gang di babybulli tanto ridicoli nel loro delirio di onnipotenza quanto pericolosi nella loro incapacità di cogliere la realtà. Non tutta la responsabilità è loro proprio perché mal-educati sono.




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Nel nostro repertorio comportamentale sta svanendo la possibilità di educare virilmente. Ci è difficile immaginarlo, quasi ci sfugge la visione o subito pensiamo a violenza, sopruso, severità eccessiva. Eppure non è così, si può essere duri e anche severi per educare, sopratutto se all’interno di una relazione tessuta di amore e sostenuta dalla misericordia. E come sempre nella persona di Gesù Cristo troviamo un modello credibile.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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