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Vuoi uccidere lo stress prima che lo faccia lui? Vivi qui ed ora, amato da Dio

RAGAZZA SORRISO PRATO
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Adesso si chiama mindfulness ed è una disciplina che si basa sul principio dell’essere presenti a sè stessi, concentrati sul momento che si vive. Ma Gesù è maestro insuperabile anche in questo…

Cade il secondo asino: il presente lo viviamo nella misericordia di Dio, siamo avvolti nel Suo Amore (sia che lo sentiamo e riceviamo la sua consolazione, sia —soprattutto— se non lo sentiamo e viviamo un tempo di deserto).

Una macchia alla volta

Tornando a mia cognata. Come si risolve la montagna di panni da lavare e stirare? Semplice. Una macchia alla volta. Si inizia dalla prima macchia del primo panno. Poi si passa alla seconda, poi alla terza. Quando il primo capo è finito, si passa al secondo e così fino all’ora di pranzo, così fino alla fine della giornata di lavoro. Metodo seriale, no multitaskingFare due, tre, cento cose insieme, mentre ti dona l’illusione di essere maggiormente produttivo, spesso ti priva della gioia di fare le cose e sovraccarica il cervello di pensieri. E quindi cosa fare quando mentre sto pulendo la prima macchia del primo panno, mi viene in mente che devo comprare il tonno al supermercato o pagare la bolletta? Semplice. Prendi un pezzettino di carta che puoi tenere vicino a te e scrivi: comprare il tonno o pagare la bolletta. Liberi la mente da quel pensiero e vai avanti a fare quello che stavi facendo. Quando sarà il momento, farai anche quelle cose.

Sei nel progetto di Dio

Infine, non siamo automi, robot fatti per completare tasks, ma persone che vivono dell’amore di Dio. Entrare nella vita vuol dire credere che si può avere fiducia, perché esiste un progetto su di te. Ma devi iniziare con gesti concreti. Dio rispetta la libertà. Non compie magie, ma miracoli partendo dai tuoi gesti concreti. Si tratta cioè di investire su te stesso, di prenderti del tempo per fare quello che per te è importante, ad esempio: vedersi con gli amici, fare una passeggiata all’aria aperta, provare una nuova attività. Non rimandare, ma dai spazio alla tua umanità. Ama la tua umanità, fatta di imperfezione. Non è l’efficienza, la produttività o il perfezionismo che ha l’ultima parola su di te ma —come mi è stato detto ieri durante la confessione— è proprio nell’unione degli opposti (fragilità e forza) che sta la nostra felicità. È la chiave della misericordia di Dio. Quindi, non essere perfetti, ma accettare le discrepanze della nostra vita, sia nelle cose belle quando eccelliamo, sia quando facciamo un po’ schifo. Sempre tu sei. E tu sei bello. Buon cammino

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