Aleteia
mercoledì 21 Ottobre |
San Gaspare del Bufalo
Approfondimenti

Perché abbiamo bisogno della religione in un mondo globalizzato?

JOY

Reven Sanchez-(CC BY-NC-SA 2.0)

Miriam Diez Bosch - pubblicato il 04/04/18

Aleteia ne parla con Miroslav Volf, dell'Università di Yale

Yale è un’università bellissima che a più di qualcuno potrebbe ricordare lo scenario dei film di Harry Potter. In questo prestigioso centro universitario degli Stati Uniti non ci sono solo corsi di laurea “classici” come quello in Giurisprudenza, ma si studia anche Teologia e si riservano dei fondi per studiare il ruolo della religione nel mondo globalizzato.

Miroslav Volf, vincitore del Premio di Religione Louisville Grawemeyere direttore e fondatore dello Yale Center for Faith and Culture, ha ricevuto Aleteia nel suo studio di Yale per parlare del ruolo della fede nella vita pubblica. Di origine croata, è convinto che la globalizzazione sia un’enorme opportunità per le religioni, e in particolare per la visione cristiana della vita.

Nel suo libro Flourishing. Why we need religion in a Globalized World (Fiorendo. Perché abbiamo bisogno della religione in un mondo globalizzato), edito dalla Yale University Press, il professore e teologo sostiene la “buona vita” e crede che in essa le religioni giochino un ruolo determinante.

Per Volf, lungi dall’essere una “piaga per l’umanità”, le religioni sono portatrici di visioni che fanno fiorire l’umanità stessa.

A suo avviso, le religioni non sono separate dal processo di globalizzazione. Anche se per molti la religione sembra essere fuori dal mondo, per lui le religioni mondiali fanno parte della dinamica della globalizzazione, e quest’ultima è parte della dinamica delle religioni, della loro articolazione morale e dottrinale, della loro formazione culturale e politica e della loro diffusione missionaria e intergenerazionale.

“La globalizzazione passa attraverso le religioni, e le religioni sono all’interno della globalizzazione”, dichiara.

Volf insegna Religione e Globalizzazione e si trova spesso ad avere a che fare con studenti che lo interrogano su convinzioni non religiose. Il professore si concentra sul ruolo della religione, che definisce un problema globale che richiede attenzione ma non solo un problema, perché è anche una parte “indispensabile” della soluzione.

La globalizzazione in chiave cristiana: è positiva?

“Come cristiano che crede in Gesù Cristo come misura dell’autentica umanità, l’incarnazione dell’amore per Dio e per il prossimo, la mia visione della globalizzazione è questa: è positiva se aiuta me e gli altri a partecipare al carattere e alla missione di Gesù Cristo, ed è carente se non mi aiuta”.

Volf sostiene che vivere solo per “realtà mondane” ci porta a “un mondo di competitività, ingiustizia sociale e distruzione dell’ambiente, ed è anche un ostacolo a una vita più giusta, generosa, accogliente e con senso sociale”.

Il professore di Yale sintetizza il suo pensiero in vari punti:

• Se “di solo pane vive l’uomo” non esistono valori che trascendano, e la globalizzazione, in una forma comunista o nella forma capitalistica attuale, si occupa principalmente del “pane”.

• Le religioni del mondo articolano visioni che generano una nuova vita (fioritura), e al centro c’è l’aspetto divino, ma non sono meri lubrificanti per gli ingranaggi della globalizzazione, come credono molti.

• Le religioni a volte hanno legittimato la violenza e impedito il progresso della scienza e della tecnologia, ma non sono sabbia negli ingranaggi dei processi di globalizzazione come temono alcuni.

• La globalizzazione potrà contribuire a migliorare lo stato del mondo solo se le visioni della crescita umana e di visioni morali lo articoleranno.

• L’uomo non vive di solo pane. Anche se la globalizzazione va a “pane”, non può sottovalutare la vita spirituale di milioni di persone.

• La globalizzazione può aiutare le religioni a non allearsi con alcune particolarità identitarie pericolose e può far scoprire loro la propria autentica universalità.

Il professor Volf è il ricercatore principale di un progetto di Yale finanziato dalla Fondazione Templeton in cui si studia la teologia della gioia e la ricerca della buona vita.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
globalizzazionereligione
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle pa...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
DISNEY, CARTOONS
Annalisa Teggi
Arriva il bollino rosso per Dumbo, gli Aristo...
PADRE PIO
Philip Kosloski
Quando Padre Pio pregava per qualcuno recitav...
Domitille Farret d'Astiès
10 perle spirituali di Carlo Acutis
EUCHARIST
Philip Kosloski
Questa Ostia eucaristica è stata filmata ment...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni