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Il segreto dei santi per vivere ogni giorno la gioia pasquale

ST FRANCIS OF ASSISI
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Cerchiamo tutti delle scorciatoie, ma quando si parla di questo aspetto della vita spirituale non ce ne sono

I santi trovano un equilibrio tra il riconoscere il dolore di questa vita e il vivere comunque in pace e speranza. Ciascuno nel proprio modo unico e speciale, vivono il loro amore per il Signore con gioia pasquale. La loro gioia deriva da una fonte accessibile a tutti noi – il fatto che la Trinità viene ad abitare nella nostra anima attraverso il Battesimo. I santi hanno condotto vite che promuovevano una stretta unione con Dio, e in questa unione trovavano una gioia duratura. Cos’ha promosso la loro unione con Cristo? Pochi di noi vorrebbero conoscere la risposta.

Nella sua Lettera ai Romani, San Paolo scrive: “Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? (…) Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione” (6, 3-5). I santi hanno vissuto la gioia pasquale non perché hanno represso le emozioni negative o hanno negato gli eventi dolorosi, ma perché proprio in questi eventi hanno permesso a se stessi di morire con Gesù. Per entrare nella vita di Cristo dobbiamo entrare nella sua morte. Dobbiamo prima morire a noi stessi. La morte è la via per la vita nuova – la via per la gioia pasquale.

Per seguire l’esempio dei santi e le orme di Gesù, dobbiamo seguire Gesù fino al suo trono – la Croce. Il motivo per cui ben poca gente sperimenta la gioia pasquale duratura è che vogliamo tutti aggirare il Venerdì Santo e arrivare direttamente alla Resurrezione. Gesù, però, ci ha mostrato che c’è solo un modo per seguirlo, e porta al Golgota: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Matteo 16, 24).

Chi vive la gioia pasquale serve un re che ha conquistato questo mondo accettandone la sofferenza e la brutalità, sapendo che alla fine nulla è più grande del suo Amore. Se vogliamo cogliere la gioia pasquale e viverla al di là dei primi giorni del periodo pasquale, dobbiamo essere disposti a vivere prima la Quaresima nei nostri cuori. Negare noi stessi, permettendo a Dio di trasformare la sofferenza della nostra vita in bene, è la via che porta alla gioia. Nessuno vuole sentirlo. Cerchiamo tutti delle scorciatoie, ma quando parliamo di questo aspetto della vita spirituale non ce ne sono. Se fuggiamo dalla sofferenza fuggiremo dalla gioia.

Gesù, aiutami a vivere unita alla Trinità che vive in me attraverso il mio Battesimo. Colmami della tua grazia perché possa unire la mia sofferenza alla tua e vivere ogni giorno la gioia della Trinità.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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