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Dal bagnetto alla cura della dermatite: come si tratta la pelle del vostro bimbo?

NEONATO DOPO BAGNETTO
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Tra miti da sfatare, consigli e cose da evitare. Ecco le indicazioni essenziali per rispettare e favorire il benessere della pelle dei vostri bambini, fin dai primi giorni

Cinque consigli per la pelle del bambino

La pelle sana del neonato bambino non richiede l’uso di prodotti specifici ed è corretto non farne abuso. L’eccesso di prodotti sulla pelle del bambino può causare irritazioni o favorire allergie. Non è vero che l’acqua fa male alla pelle del bambino. Un bagnetto effettuato adeguatamente (acqua tiepida, detergente oleoso, durata breve) è indicato perché fa rilassare il bambino e aiuta a rimuovere i residui dell’inquinamento ambientale. Per la cura della pelle del neonato/lattante, è consigliato acquistare prodotti specifici in farmacia in quanto più testati, evitando prodotti commerciali.

In caso di pelle secca, è consigliato l’uso di bagni emollienti e creme idratanti per equilibrare la barriera cutanea e per dare sollievo al prurito causato dalla secchezza. Se il bambino presenta una manifestazione cutanea, anche apparentemente banale, rivolgersi sempre al proprio pediatra prima di applicare prodotti autonomamente.

Cinque cose da evitare per la pelle del bambino

Evitare detergenti schiumogeni per lavare il neonato/lattante. Si consiglia di scegliere prodotti senza tensioattivi. Alcuni prodotti molto utilizzati per l’adulto possono essere nocivi per il bambino. È sempre necessario chiedere il parere del proprio pediatra prima di applicare creme o disinfettanti anche comuni. Attenzione all’uso eccessivo delle creme/paste emollienti (come quelle all’ossido di zinco) per la zona del pannolino! Evitarne l’uso su pelle sana, ad ogni cambio e in strati spessi: con queste modalità contribuiscono alla macerazione della pelle e favoriscono irritazioni e complicanze infettive.  Evitare l’uso di salviette umidificate per l’igiene: meglio sostituirle con l’acqua del rubinetto o con detergenti senza risciacquo. Evitare “prodotti naturali”, in particolare olii utilizzati spesso per l’idratazione del corpo: non sono testati sul bambino e alcuni alterano la barriera cutanea, causando follicoliti ed irritazioni.

Dermatite atopica. cosa c’è da sapere

Si tratta di una malattia infiammatoria della pelle che causa arrossamento, secchezza e desquamazione accompagnati da prurito

Che cos’è

La dermatite atopica o eczema atopico è una malattia infiammatoria della pelle che causa arrossamento, secchezza e   esquamazione accompagnati da prurito. Compare di regola nei primi mesi di vita. Talvolta può durare fino all’adolescenza
o all’età adulta.

Quali sono le cause

La causa è discussa ed entrano in gioco molti fattori. È nota una predisposizione genetica: spesso sono presenti nel ramo familiare (non necessariamente nei genitori) altre manifestazioni reattive/allergiche quali asma, rinite e congiuntivite allergica. Tuttavia, una dermatite atopica isolata non giustifica un approfondimento diagnostico per allergia né l’esclusione di alcuni alimenti dalla dieta. Un approfondimento diagnostico per allergia va effettuato solo se ci sono altri sintomi, tipo ritardo di crescita e disturbi gastrointestinali.

Come si manifesta

La dermatite atopica è caratterizzata da aree di arrossamento della pelle, secche o essudanti (arrossamenti secchi o umidi) estremamente pruriginose. La localizzazione varia a seconda dell’età del bambino. La secchezza della pelle è la principale causa del prurito, che si accentua di notte, disturbando il sonno del bambino e spesso anche dei genitori. L’insonnia causa a sua volta irrequietezza durante il giorno, con difficoltà scolastiche per il bambino e lavorative per i genitori. Il prurito, insieme al disagio estetico, si ripercuotono sullo sviluppo psicologico del bambino e dei familiari. Anche nelle sue fasi acute, non è una malattia infettiva né contagiosa, non è grave e se gestita bene non lascia cicatrici.

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