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Andras ha tre mogli, Zoltan ama il paracadute, Marika chiede l’Eucaristia. Tutti mendicanti dell’amore di Cristo

© DR
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A Budapest le suore di Madre Teresa "viziano" i pazienti di un ospedale per senzatetto, sì: donano loro tutte le premure che merita chi porta addosso l'immagine di Gesù sofferente

di Alessandro Caprioli (viceparroco di Krisztus Kiraly e cappellano della Facoltà di Diritto dell’Università Cattolica Pázmány Péter a Budapest, Ungheria)

L’estate scorsa, le suore di Madre Teresa mi hanno raccontato di avere “scoperto” un ospedale per senzatetto, dove venivano portate per le cure d’emergenza le persone che le ambulanze avevano raccolto per strada, svenute o in fin di vita. Lì avevano ritrovato una loro vecchia conoscenza, Andras, ex-capo zingaro ormai acciaccato dagli anni e dal consumo massiccio di alcool e tabacco, che da un po’ di tempo era sparito dalla strada e quindi dal loro radar. In quel momento ero alla ricerca di nuove possibilità di caritativa da proporre ai nostri giovani, così mi sono mostrato interessato e ho chiesto alle suore di poterle accompagnare per vedere di che cosa si trattasse.

Il sabato successivo siamo andati così insieme a trovare Andras. All’ingresso dell’ospedale, un vecchio stabile a fianco della ferrovia rimesso in sesto dal Comune, ci accoglie un folto numero di degenti in carrozzella usciti a prendere una boccata d’aria. Mi colpisce subito la quantità di persone con le estremità amputate a causa dei congelamenti e del diabete. Per salire al terzo piano in cui è ricoverato Andras, impieghiamo un’infinità di tempo perché le suore si fermano a salutare tutti e a fare nuove conoscenze. Si guardano intorno con gli occhi luccicanti ed entusiasti, sembrano golose in una pasticceria, adolescenti che fanno shopping nelle vie della moda: solo che la fonte della loro gioia, in questo mare di umanità ferita dalla miseria e dall’emarginazione, è la presenza riconosciuta e amata di Cristo sofferente.

Incontriamo poi Andras che ci racconta delle sue tre mogli e dei suoi tatuaggi. Le suore lo viziano come un bambino, gli tagliano le unghie, lo portano a passeggiare in cortile e gli comprano le sigarette della sua marca preferita. Da quel momento, ogni volta che lo andiamo a trovare, anche io gli porto un pacchetto di sigarette. Preghiamo insieme. È sempre contento di vederci.
In autunno, il buon diacono Michele, un gruppo di amici del Movimento ed io abbiamo iniziato ad andare regolarmente in caritativa all’ospedale dei senzatetto. All’inizio andavamo da Andras e dai suoi compagni di stanza, poi abbiamo conosciuto altri pazienti del reparto e adesso ogni domenica visitiamo una dozzina di malati. Portiamo qualche dolce e ci fermiamo a chiacchierare con loro.

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