Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

Iscriviti alla Newsletter

Per favore, aiutaci a mantenere questo servizio importante. IMPEGNATI ORA
Aleteia

Chi è “il discepolo amato” che «stava sdraiato nell’utero di Gesù»

APOSTOLI, GESU, RELAZIONE, SPIRITUALITA
Jacopo Bassano, "La Cène" (1546) © Jacopo Bassano / Public domain
Condividi

Una tradizione iconografica ferrea, un versetto strano, quasi incomprensibile e per certi aspetti scomodo. È dalla mancata sinergia di questi elementi che saltano fuori, di tanto in tanto, i Dan Brown a favoleggiare di Maddalene e altre stramberie. Mentre la verità del testo, custodita dalla fede cattolica, è molto più intrigante ed “esoterica”…

L’iconografia cristiana ci ha consegnato, perlomeno dai tempi di Giotto, la netta identificazione tra “il discepolo amato” e l’apostolo Giovanni, a sua volta identificato con l’Evangelista e con l’Apostolo. A ben vedere, l’unico indizio di plausibilità di questa attribuzione è proprio, paradossalmente, l’indeterminatezza che condivide con Giovanni, il più sfuggente e misterioso dei protagonisti della nascente vicenda cristiana.

Il mistero delle comunità giovannee

Non solo infatti non sappiamo alcunché di preciso sull’identità del discepolo amato, ma una medesima vaga aleatorietà aleggia su tutta la vita delle comunità giovannee in età subapostolica. Sembra un dato trascurabile, ma se si pensa che dalle misteriose comunità giovannee sarebbe sorto Policarpo di Smirne, col quale afferma di aver avuto contatti Ireneo di Lione – primo autore noto della famosa identificazione… – si vede che non stiamo cercando di obscurum per obscurius inslutrare, bensì riconosciamo un punto in cui diversi misteri si annidano. Così lo descrive Raymond Brown nel suo storico Giovanni:

La prima questione che ci si deve porre […] concerne il valore della tradizione che il Quarto Vangelo provenisse da Giovanni, un discepolo del Signore. Il Vangelo stesso parla del discepolo prediletto, che riposò sul petto del Signore: Ireneo intendeva forse semplicemente congetturare che questo innominato discepolo fosse Giovanni? C’è una buona indicazione che così non fosse, perché, secondo Eusebio (Hist. IV, 14,3-8 […]), Ireneo ottenne la sua informazione da Policarpo, vescovo di Smirne, che aveva ascoltato Giovanni. Se si può stabilire una catena di tradizione da Giovanni a Policarpo fino a Ireneo, allora la testimonianza di Ireneo sull’autore è veramente molto valida. Ma la correttezza della catena di tradizione è stata contestata per diverse ragioni.

Raymond Brown, Giovanni cxiii

Tali ragioni riguardano molte questioni accessorie, come le singole tradizioni sul destino di Giovanni figlio di Zebedeo (secondo alcuni, ad esempio, sarebbe morto giovane e dunque non potrebbe essere l’autore del Vangelo più tardo e più maturo). La più circostanziata, tuttavia, cioè quella che analizza la filiera Giovanni-Policarpo-Ireneo, critica la stessa attendibilità generica dei ricordi del Vescovo di Lione, considerando ad esempio come su Papia di Gerapoli Ireneo riporti un’informazione inesatta (dice infatti che anche Papia sarebbe stato discepolo di Giovanni, mentre quello stesso afferma di non aver conosciuto Giovanni):

Se Papia conobbe Giovanni solo attraverso intermediari, e Ireneo semplificò il rapporto tra Papia e Giovanni, come possiamo sapere che non semplificò anche il rapporto tra Policarpo e Giovanni? Certo, Ireneo dice di aver conosciuto Policarpo personalmente, mentre non pretende di aver conosciuto Papia. Tuttavia, il fatto che Ireneo sarebbe stato molto giovane al tempo in cui pretende di aver conosciuto Policarpo rende almeno possibile la confusione.

R. Brown, Giovanni cxiv-cxv

E poi quanti Giovanni c’erano in attività in quella zona? E di quale zona stiamo parlando, di preciso? Come si vede, la questione è costellata di domande probabilmente destinate a restare insoddisfatte. Per contro, resta quell’unica testimonianza di Ireneo, che assomiglia a una candelina accesa nel buio: non illuminerà granché, ma è l’unico punto visibile tutt’intorno.

E per questo anche Benedetto XVI, nel suo Gesù di Nazaret, ammette di accogliere la tradizione di Ireneo su Giovanni figlio di Zebedeo come autore del Vangelo.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni

Milioni di lettori in tutto il mondo – compresi migliaia del Medio Oriente – contano su Aleteia per informarsi e cercare ispirazione e contenuti cristiani. Per favore, prendi in considerazione la possibilità di aiutare l'edizione araba con una piccola donazione.