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11 audaci leader religiosi che salvarono gli ebrei durante la II Guerra Mondiale

GETTO WARSZAWSKIE
EAST NEWS
Żydzi w Getcie Warszawskim.
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In Polonia, se cercavi di aiutare un ebreo, la condanna era per la pena di morte. Eppure questo non ha fermato molti religiosi e religiose

Padre Michał Sopoćko (1888–1975)

Riconosciuto in genere come confessore di Santa Faustina Kowalska e promotore delle apparizioni, è stato beatificato nel 2008. Pochi, però, sanno che durante la guerra è stato fondamentale per salvare oltre 100 ebrei del ghetto di Vilnius, fornendo certificati di Battesimo prodotti da lui.

Aiutò a salvare, per esempio, Aleksander Steinberg, medico dell’ospedale di Vilnius, e sua moglie, la famiglia Genzl, che dopo la guerra andò a vivere in Australia, e il medico Erdman con la moglie e la figlia. Cooperò con il convento delle Orsoline di Czarny Bór, in cui venne nascosta oltre una dozzina di ragazze ebree.

Padre Ferdynand Machay senior (1889–1967)

Durante la II Guerra Mondiale e per qualche tempo in seguito sostenne attivamente l’annessione delle regioni di Orava e Spiš alla Polonia. Prima del conflitto era parroco della chiesa del Santissimo Salvatore di Cracovia e poi arcipresbitero della basilica di Santa Maria.

Parlava perfettamente l’ungherese, e durante la guerra riuscì a salvare gli ebrei dell’Ungheria fuggiti dai trasporti diretti al campo di concentramento di Auschwitz. Fornì a molti carte di identità “ariane” o certificati di Battesimo. Ha ricevuto in modo postumo la medaglia di Giusto tra le Nazioni.

Vescovo Albin Małysiak (1917–2011)

Poco dopo la sua ordinazione sacerdotale, nel 1941, aiutò gli ebrei di Cracovia insieme a suor Bronisława Wilemska. Insieme salvarono cinque persone. Dopo la morte gli è stata conferita la medaglia di Giusto tra le Nazioni.

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