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11 audaci leader religiosi che salvarono gli ebrei durante la II Guerra Mondiale

GETTO WARSZAWSKIE
EAST NEWS
Żydzi w Getcie Warszawskim.
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In Polonia, se cercavi di aiutare un ebreo, la condanna era per la pena di morte. Eppure questo non ha fermato molti religiosi e religiose

Il progetto Sacerdoti per gli Ebrei

La ricerca del progetto Sacerdoti per gli Ebrei ha raccolto dati su oltre mille membri del clero che hanno aiutato gli ebrei. 150 di loro vennero uccisi dai nazisti. In 30 casi è stato provato che la morte fu direttamente attribuibile alla punizione per aver salvato degli ebrei. In molti casi, la morte dei membri del clero che aiutavano gli ebrei fu il risultato di una serie di fattori (come l’assistenza offerta allo Stato clandestino polacco, il fatto di essere stati inseriti nella lista di membri dell’intellighenzia destinati allo sterminio, rastrellamenti ed esecuzioni).

Durante la guerra in Polonia c’erano 363 conventi di religiose. Visto che ciascuno di essi aveva in media 10 suore, circa 3.600 religiose possono essere state coinvolte nell’aiuto agli ebrei.

I sacerdoti o i monaci che aiutarono gli ebrei dovettero lavorare in tandem con i loro vescovi o superiori religiosi. È stato dimostrato che di 20 vescovi cattolici che rimasero nelle proprie diocesi dopo il settembre 1939, 16 erano direttamente o indirettamente coinvolti in questa assistenza, compresi i vescovi di Cracovia, Leopoli (patriarca dei cattolici sia greci che latini), Lublino, Sandomierz e Przemyśl.

Bisogna anche ricordare che le statistiche non riescono mai a riflettere pienamente la tragica realtà della II Guerra Mondiale sul suolo polacco. Di seguito Aleteia presenta alcuni membri del clero di varie Chiese cristiane che si sono distinti per la loro abnegazione in questo periodo atroce.

Padre Marceli Godlewski (1865–1945)

ks. Marceli Godlewski, fot. Stanisław Bogacki/Wikipedia

Parroco della chiesa di Ognissanti di Varsavia, prima della guerra seguiva il movimento nazionalista, non favorevole agli ebrei. Durante l’occupazione nazista fu attivamente coinvolto nel salvataggio degli ebrei, che nascondeva nel presbiterio della parrocchia e nel suo appartamento privato ad Anin.

Produsse molti certificati di Battesimo, usati per ottenere il rilascio degli internati nel ghetto. Tra gli altri, aiutò a salvare Wanda e Ludwik Zamenhof (un nipote dell’ideatore dell’esperanto). L’istituto Yad Vashem di Gerusalemme gli ha conferito in modo postumo la medaglia di Giusto tra le Nazioni.

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