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11 audaci leader religiosi che salvarono gli ebrei durante la II Guerra Mondiale

GETTO WARSZAWSKIE
EAST NEWS
Żydzi w Getcie Warszawskim.
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In Polonia, se cercavi di aiutare un ebreo, la condanna era per la pena di morte. Eppure questo non ha fermato molti religiosi e religiose

Solo in Polonia le persone che venivano scoperte ad aiutare gli ebrei venivano punite con la pena di morte. Nonostante questo, molti sacerdoti, religiosi e religiose, così come i loro familiari e gli altri cristiani, hanno rischiato la vita aiutando gli ebrei durante la II Guerra Mondiale.

Di recente si è dibattuto sempre più sull’atteggiamento dei polacchi nei confronti dell’Olocausto, il più grande genocidio mai sperimentato dall’umanità. In queste discussioni, relativamente poca attenzione è stata riservata al ruolo del clero delle varie denominazioni per salvare la vita agli ebrei.

Il ricordo delle gesta eroiche del clero polacco rivive attraverso lo sforzo di un progetto internazionale chiamato Sacerdoti per gli Ebrei, guidato da un sacerdote cattolico, padre Paweł Rytel-Andrianik, il cui nonno è sopravvissuto all’Olocausto dopo essere stato internato nel campo di concentramento di Treblinka. La squadra che guida compie estese ricerche negli archivi di Polonia, altri Paesi dell’Europa centrale e orientale, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele. Questo lavoro, volto a sottolineare l’impegno del clero polacco nell’aiutare gli ebrei, è condotto in tutto il mondo anche da altri studiosi, come Mark Paul di Toronto (Canada).

Morte per chi nascondeva gli ebrei

Quando si parla dell’aiuto del clero polacco agli ebrei durante la II Guerra Mondiale, bisogna tener conto di una serie di fatti fondamentali. È già noto che tra tutti i Paesi europei occupati dai nazisti o loro alleati solo in Polonia chi veniva scoperto a nascondere o ad aiutare gli ebrei veniva punito con la pena di morte già dal 1941.

Molti storici sottolineano che qualsiasi assistenza offerta agli ebrei durante il conflitto richiedeva una logistica complessa. I professori Antony Polonsky e Teresa Prekerowa credono che salvare una persona di origine ebraica richiedesse il più delle volte il coinvolgimento attivo di due o tre polacchi (per fare cambiare rifugio, procurare documenti come i certificati di Battesimo, a volte corrompere le autorità di occupazione o la Polizia…)

Si stima che tra il 1939 e il 1945 nella Polonia occupata dai nazisti siano stati salvati tra i 40.000 e i 60.000 ebrei. Allo scoppio della guerra c’erano più di 10.000 membri del clero cattolico romano diocesano, 8.000 religiosi e 17.000 religiose. Il numero totale di membri del clero veterocattolico, greco-cattolico, ortodosso e luterano era quasi la metà di quelli menzionati.

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