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Come superare la ferita più profonda, quella del rifiuto?

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Rifiutare una persona è farla sentire indegna di essere amata

La ferita del rifiuto è una ferita dell’“essere” e sorge quasi fin dal momento del concepimento. Il rifiuto è un’emozione che il padre e/o la madre ha trasmesso al bambino fin dal ventre materno e che ci si porta avanti durante l’infanzia.

Per questo si dice che è la più profonda, perché è proprio dall’interno che la persona si sente rifiutata. I bambini che si sentono indesiderati pensano di non essere degni di esistere. In seguito si percepiranno anche molti atteggiamenti degli altri come un rifiuto, senza che lo siano necessariamente.

Come riconoscere questa ferita?

Le persone che si sentono rifiutate evitano la convivenza.

Faticano molto a trovare il proprio posto nella vita.

Non si sentono considerate.

È una sensazione interiore molto particolare, come se sentissero che il loro diritto di esistere è stato negato, e questo genera una paura che non sanno spiegare.

Hanno la tendenza ad essere tristi, perché credono che nessuno voglia stare con loro.

Sono perfezioniste e controllatrici perché fin da piccole hanno imparato che solo cercando la perfezione potevano ottenere l’accettazione dei genitori.

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