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Antonella Clerici ricordando Frizzi si stupisce del mistero fecondo della morte

FRIZZI CLERICI
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Di fronte a ogni lutto siamo più coscienti che il bene resta e chi lo ha fatto muore; lo spettacolo va avanti non perché deve, ma perché non siamo destinati alla polvere

Una volta di più possiamo renderci conto di quanto non sia una litania religiosa, ma un vademecum di vita. L’amore dato si riverbera in un nuovo amore moltiplicato; lo vediamo incarnato in Gesù e però la storia si ripete per ogni uomo o donna che, consapevole o inconsapevole, famosa o non famosa, percorre il medesimo viaggio di vita fatto di dono, sacrificio e  gioia operosa. Tanti lumicini piccini che, anche ignari, puntano il dito verso la Luce.

Al funerale Antonella Clerici e Carlo Conti hanno recitato la preghiera degli artisti che recita:

Ti preghiamo per noi, per tutti gli artisti, per il mondo distratto, fa’ che possiamo aiutare tutti gli uomini a scoprire qualcosa di Te, attraverso la nostra arte. La nostra vita sia un canto di lode alla tua bellezza e le nostre opere i raggi luminosi che illuminano le strade degli uomini.

The show keeps going on. Se una persona ci lascia, vuol anche dire che ci lascia qualcosa; si va avanti non perché così deve essere, ma perché così vogliamo che sia: non siamo indifferenti a una perdita; siamo per un attimo più consapevoli del valore tutt’altro che transitorio di ciò che abbiamo per le mani; siamo più coscienti del mistero per cui il bene resta e chi lo ha fatto muore; e poi siamo tutti in attesa che il Sepolcro si spalanchi e sia vuoto.

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