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Perché il Papa ha voluto una Vergine del Silenzio in Vaticano?

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Facebook Fra Emiliano Antenucci

Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 27/03/18

Parla fra' Emiliano Antenucci, Missionario della Misericordia e ideatore di corsi sul silenzio

Fra’ Emiliano Antenucci è un cappuccino di 38 anni originario di Vasto (Chieti), scrittore e divulgatore, che condivide con Papa Francesco una devozione particolare: quella per la Vergine del Silenzio, di cui il Pontefice ha voluto collocare un’icona nel Palazzo Apostolico del Vaticano per esortare tutti a evitare pettegolezzi e maldicenze.

Il Pontefice ha benedetto l’icona il 18 maggio 2015, un giorno che rimarrà sempre impresso nella memoria di fra’ Emiliano, nominato dal Papa Missionario della Misericordia in occasione dell’Anno Santo straordinario della Misericordia e ideatore di corsi specifici sul silenzio rivolti a quanti “desiderano uscire dall’inferno dei pensieri e dalla confusione dei sentimenti per ascoltare la musica dell’unico e grande Silenzio: Dio”.

L’immagine è posta tra i due ascensori all’ingresso principale del Palazzo Apostolico, nel cortile di San Damaso.

“Quanti crocifissi, dipinti, icone riceve il Papa ogni giorno, e magari li mettono nelle soffitte del Vaticano o li donano o vendono per raccogliere denaro per i poveri!”, ha pensato fra’ Emiliano.

Con l’icona della Vergine del Silenzio, però, “non è stato così”, ha affermato, perché “è stata collocata in un luogo in cui la potessero vedere tutti” ed è custodita da una guardia svizzera.

Il religioso sostiene di avere l’originale dell’immagine e di essere testimone di “tutti i miracoli che ha compiuto, non solo in Italia, ma anche in Messico, Ecuador, Polonia e in altre parti del mondo”.

“La Vergine si chiama del Silenzio, ma per esperienza posso assicurare che parla più di altre Madonne”, ha aggiunto.

Il giovane frate è anche autore di un libro, Il Cammino del Silenzio, nel quale parla dell’importanza di questo elemento spesso sottovalutato e della devozione alla Vergine del Silenzio.

Qual è il messaggio che ha la devozione alla Vergine del Silenzio per la nostra epoca?

Il mondo è malato di rumore, per cui il silenzio è una “profezia” e un modo di ascoltare Dio e gli altri. La devozione alla Vergine del Silenzio ci dice con una mano di tacere e con l’altra ci propone un silenzio adoratore e pieno di stupore. Maria è la cattedrale del silenzio in cui risuona la Parola eterna.

Esiste una dittatura del rumore?

Sì, ma la “dittatura” del rumore crea confusione, smarrimento e tristezza. Il rumore ci rende sordi di fronte alle cose che contano davvero nella vita. Il mondo ci propone l’apparenza e il rumore che ci distrae da Dio, ma anche dall’amore per il nostro prossimo.

Che novità offre il silenzio alla donna o all’uomo dei nostri giorni?

Il silenzio ci fa vedere delle verità su noi stessi e sugli altri. Ci offre la novità di avere una visione rinnovata della realtà e degli altri. Ci fa giudicare meno e amare di più. Il silenzio ci apre alla misericordia di Dio, al perdono degli altri e all’aspettativa di essere migliori.

Ci sono silenzi che ci rendono complici del male?

Sì, la cultura del silenzio di fronte alla criminalità organizzata e il silenzio davanti all’ingiustizia che distrugge la carità fraterna.

Cosa le detto Papa Francesco nel suo ultimo incontro dopo l’udienza generale del 22 novembre sul silenzio e la missione pastorale che ha intrapreso?

Mi ha detto che una copia della Vergine del Silenzio di cui ho l’originale è stata collocata nel Palazzo Apostolico per evitare tutte le chiacchiere che si fanno, e mi ha esortato a proseguire nel cammino del silenzio. Era molto felice, guardava la copertina del libro (Il Cammino del Silenzio) e poi, alla fine dell’udienza (passando in papamobile), ci ha salutati con il gesto del silenzio” (come si vede nel video).

Come inizia la missione di diffondere il silenzio?

L’esperienza è nata ad Assisi per un’ispirazione che ho avuto, assistita dal saggio consiglio di madre Anna Maria Cànopi, badessa del monastero benedettino dell’isola di S. Giulio d’Orta (NO), che ha esaminato e approvato il metodo del “libro della vita”. Il corso sul silenzio ha un’équipe di esperti in vari ambiti.

Qual è il metodo del corso sul silenzio?

Il cammino tracciato nel Libro della Vita è un metodo di cristoterapia rivolto ai giovani, con tre passi per guarire le malattie dell’anima: il silenzio, la Parola di Dio e l’Eucaristia.

Qual è il proposito del corso?

L’esperienza non diventa un semplice fine settimana di preghiera, ma cerca di educare un giovane a un metodo che gli permetta di mantenere un’unione costante e quotidiana con Dio che si estenda nel corso della sua vita.

Il Papa scomodo con chi non fa silenzio a Messa

Questa devozione mariana ha un nesso teologico con gli insegnamenti di Sant’Agostino, che affermava al riguardo: “La parola deve nascere dal silenzio e questo dalla parola… Per vedere Dio serve il silenzio”. Il Papa, in effetti, si è mostrato “scomodo” nei confronti di chi parla, distrae e si distrae a Messa.

A Messa “non andiamo ad un uno spettacolo, andiamo all’incontro con il Signore e il silenzio ci prepara e ci accompagna”, ha ricordato il Pontefice.

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[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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