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Ogni peccato confessato durante la Messa è perdonato?

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C’è un motivo per cui il sacerdote dice: “Per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati”

Il peccato: veniale e mortale

Il peccato è una mancanza contro il vero amore nei confronti di Dio e del prossimo, per via di un attaccamento perverso a certi beni (cfr. CCC 1850). Il peccato veniale è quell’atto che non priva l’uomo dell’amicizia totale con Dio. Il peccato mortale è l’atto mediante il quale l’uomo, con libertà e consapevolezza, rifiuta Dio. Ma “Cristo ha istituito il sacramento della Penitenza per tutti i membri peccatori della sua Chiesa, in primo luogo per coloro che, dopo il Battesimo, sono caduti in peccato grave e hanno così perduto la grazia battesimale e inflitto una ferita alla comunione ecclesiale. A costoro il sacramento della Penitenza offre una nuova possibilità di convertirsi e di recuperare la grazia della giustificazione. I Padri della Chiesa presentano questo sacramento come la seconda tavola [di salvezza] dopo il naufragio della grazia perduta” (CCC 1446).

Sul peccato mortale, nell’enciclica Veritatis Splendor di San Giovanni Paolo II si legge che “separare l’opzione fondamentale dai comportamenti concreti significa contraddire l’integrità sostanziale o l’unità personale dell’agente morale nel suo corpo e nella sua anima” (67). A partire da questo, il Pontefice aggiungeva che alcuni teologi affermano che “il peccato mortale, che separa l’uomo da Dio, si verificherebbe soltanto nel rifiuto di Dio, compiuto ad un livello della libertà non identificabile con un atto di scelta né attingibile con consapevolezza riflessa. In questo senso – aggiungono – è difficile, almeno psicologicamente, accettare il fatto che un cristiano, che vuole rimanere unito a Gesù Cristo e alla sua Chiesa, possa così facilmente e ripetutamente commettere peccati mortali, come indicherebbe, a volte, la ‘materia’ stessa dei suoi atti” (69).

Il senso dell’atto penitenziale

Il cristiano è invitato a riconoscere la sua piccolezza, la sua limitazione, la sua condizione di peccatore nell’atto penitenziale della Messa. Dio può così venirgli incontro con la Sua grazia, perché l’uomo è chiamato ad essere figlio della luce. Sant’Agostino insegna che “la confessione delle cattive azioni è l’inizio delle buone azioni, contribuisce alla verità e si riesce ad arrivare alla luce”.

Nell’Eucaristia, l’uomo è elevato a Dio e alla comunione con Lui e con i fratelli. L’unità del Corpo Mistico vince tutte le divisioni umane: “Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Gal 3, 27-28).

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