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La piccola Sara Mariucci e quegli incontri con la Madonna Morena prima di morire

Ⓒ Public Domain
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E' un caso al centro di uno studio diocesano quello della bambina di Gubbio, che il giorno prima salire al cielo ha detto di essere stata con la Vergine venerata in Bolivia. Sulla tomba della bambina si registrerebbero grazie e miracoli

«Dopo il primo scatto – aggiunge – il fotografo pregò Anna di spostarsi sulla destra, accanto alla statua della Madonna Morena. La donna nel profondo del cuore disse: “Sara, la mamma è contraria. Chiedi al Signore che sia fatto come lui ritiene”, e si spostò sulla destra. Il fotografo scattò la seconda foto, guardò nel display e rimase sbalordito: ‘Non è possibile! Non è possibile!’ e lo fece vedere a Michele, il babbo di Sara, poi al nonno Palmiro e agli altri: nella seconda foto tutte le immagini erano in positivo, tranne Sara che era in negativo» (Corriere dell’Umbria, 20 gennaio 2015).

Le guarigioni miracolose

In questi anni, ci sono diverse persone che sostengono, dopo essere andate in pellegrinaggio sulla tomba della bambina, di aver ricevuto guarigioni miracolose. Una delle più clamorose riguarda una signora di Latina, Antonella M. che dice di essere guarita dal cancro al midollo spinale dopo aver visto la Madonna con Sara, proprio davanti alla lapide in granito.

Il giorno dopo il pellegrinaggio, infatti, andò a sottoporsi agli ultimi esami e poi all’operazione già programmata da tempo. Ma la risposta dell’ultima risonanza fu sconcertante: non c’era più alcuna traccia del tumore. Antonella era guarita (Aleteia, 19 gennaio 2015).

Tutte le testimonianze sono sotto esaminate da Padre Francesco e potrebbero rivelare una verità importante sul misticismo della piccola Sara.

Le valutazioni del nuovo vescovo

I faldoni, adesso, passeranno al nuovo vescovo di Gubbio, monsignore Luciano Paolucci Bedini – che si è insediato da tre mesi nella diocesi della cittadina umbra – e sarà quest’ultimo a fare le opportune valutazioni sul caso di Sara. Per ora, conferma ad Aleteia, gli è stato raccontato da fedeli e collaboratori, poiché a Gubbio si segue con grande attenzione, l’evoluzione della vicenda, in attesa che arrivi il pronunciamento ufficiale diocesano.

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Il significato autentico della storia di Sara

Chi invece conosce bene la vicenda è il vescovo emerito Ceccobelli. «Ho preso atto dei fatti – evidenzia al nostro giornale – per capire sopratutto se la storia di Sara aveva un significato oltre l’evento infausto che le era accaduto. Infatti questa storia mi pare che voglia richiamare l’attenzione del mondo attuale su un fatto: la vita non è solo quella che viviamo sulla terra, ma è principalmente quella eterna, che vivremo nel regno dei cieli».

Nessuna “manipolazione”

«Sulla terra – prosegue il vescovo emerito di Gubbio – avviene il concepimento della persona, la gravidanza che ogni donna porta nel suo grembo per nove mesi, un tratto del percorso, ma il caso di Sara ci mostra che il momento più atteso non è qui: la piccola ha detto alla mamma di preferire di andare da Mamma Morena. Sara, una bambina che non è stata manipolata, ma ha sperimentato un incontro. C’è da prendere atto di tutto questo, divulgando questa meravigliosa storia».

Le guarigioni miracolose e la sofferenza

Monsignor Ceccobelli aggiunge che è secondario l’aspetto legato a presunti miracoli o guarigioni attribuiti all’intercessione della piccola. «Molti vengono a pregare sulla sua tomba per chiedere una grazia. E sembra che realmente avvengano fatti straordinari per la sua intercessioni. Il tempo ci aiuterà a capire quello che avverrà intorno a questa bambina. Intanto la mamma e il papà sono diventati testimoni di questa storia proprio per aiutare la gente sofferente, che magari ha perso un bambino nel dramma, come è accaduto loro».

I genitori raccontano come «Sara non è altro che lo strumento di Dio tramite il quale la vita, la gioia eterna si mostrano come veri e pieni approdi per ognuno di noi».

 

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