Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Millie Bobby Brown, star di Stranger Things: essere sorda (da un orecchio) mi dà più grinta (VIDEO)

MILLIE BOBBY BROWN
Alberto E. Rodriguez I GETTY IMAGES NORTH AMERICA I AFP
LOS ANGELES, CA - JANUARY 29: Actor Millie Bobby Brown attends the 23rd Annual Screen Actors Guild Awards at The Shrine Expo Hall on January 29, 2017 in Los Angeles, California. Alberto E. Rodriguez/Getty Images/AFP
Condividi

Un esempio in più sotto i riflettori di come un handicap possa essere una risorsa, perché la vita è un'avventura imprevedibile e non un copione per automi perfetti

A soli 13 anni è una star in crescita esponenziale, 15 milioni di followers su Instagram e guadagnerà 250mila dollari ad episodio per la terza serie di Stranger Things. Per tutti Millie Bobby Brown è Undici, uno dei personaggi più interessanti del piccolo schermo degli ultimi anni, un’interpretazione fondata principalmente sullo sguardo.
Ho amato tantissimo Stranger Things, perché finalmente si ritorna a parlare di amicizia tra ragazzi nella forma più avventurosa, quella che si confronta con il mistero, il male e la morte, quella in cui non c’è dubbio tra la categoria del bene e del male. Tutti i personaggi che ne fanno parte sono gente imperfetta e ferita, perciò con un senso di solidarietà autentico. Appartengo alla generazione cresciuta coi Goonies e Stand by me, amo l’umanità debordante e imperfetta di Dickens e adoro aprire ogni singolo libro di Agatha Christie.

In Stranger Things ho ritrovato una creatività d’altri tempi, senza ammiccamenti a morbosità estreme. Il personaggio di Undici è senz’altro quello che cattura maggiormente l’attenzione: il suo vero nome è Jane, ma lei lo scoprirà molto più tardi e si tiene addosso un numero come identità, quello che le è stato tatuato sul braccio nel laboratorio dove l’hanno usata come cavia umana. La sua memoria è monca, la parola incerta; Undici è una giovanissima ragazza che si apre al mondo con innocenza totale eppure con poteri soprannaturali in grado di mettere sottosopra la vita di una tranquilla cittadina americana.

Sente fortissimo il bisogno di legami, avendo trascorso l’infanzia tra scienziati che la trattavano come esperimento. Bellissimo il rapporto padre-figlia che nasce tra lei – in cerca della madre perduta – e lo sceriffo Hopper – caduto nell’alcolismo in seguito alla perdita della figlia. Sono due nostalgie di bene che s’incontrano. Per quanto ripetitivo possa essere, la mancanza e la perdita sono i reagenti che ci permettono di guardare con nuda onestà il bisogno di essere amati.

Non c’è da stupirsi che il pubblico si sia affezionato a Unidici e all’attrice che la interpreta, guarda caso molti aspetti di Jane ricordano i tratti più generosi della figura cristologica: dare la vita per gli amici, essere una presenza di salvezza più che umana tra gli uomini. È un buon segno che gli spettatori si aggrappino ancora a storie che parlano del valore del sacrificio senza se e senza ma. La fama di Millie Bobby Brown è interamente legata a ciò che il pubblico ama in Undici-Jane, dobbiamo leggere così i numeri da record dei followers e dei guadagni.

Così giovane, così seguita, tante grandi speranze. Eppure anche la storia di Millie Bobby Brown non è solo rose. È di una bellezza rara, delicata eppure disarmante. Non è perfetta, come il mondo patinato vorrebbe sempre suggerire dietro le foto stratosferiche delle dive che calcano i red carpet. In una recente intervista a Variety, Millie ha raccontato di essere nata con un difetto uditivo che nel tempo l’ha portata alla completa sordità da un orecchio. È senz’altro un handicap invalidante per un’attrice e cantante; l’interazione sul set si basa sull’ascolto e l’interpretazione dipende anche dalla capacità di ascoltarsi. Eppure la Brown ce l’ha fatta, con caparbietà e passione, segno che è una bugia facilmente screditabile l’idea che solo chi è senza difetti e ferite sia degno di grandi traguardi.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.