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Testimonianza: la liberazione del Signore nella vita di monsignor Henrique Soares

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Un’esperienza incredibile del potere e dell’amore di Dio

Mio caro amico,

il 20 marzo 2009 ho vissuto momenti di intensa emozione. In quel giorno per me indimenticabile ho sperimentato la mano di Dio, che ci guida in modo davvero incomprensibile.

La mattina mi ero recato a Salvador, perché il Nunzio Apostolico desiderava parlarmi. L’argomento presupponeva un rovesciamento nella mia vita: il Papa mi invitava ad accettare di essere consacrato vescovo ausiliare di Aracaju. Dove voleva portarmi Dio? Cosa desiderava da me? Ho detto “Sì” al Nunzio. No, non al Nunzio: al Papa attraverso il Nunzio! No, non al Papa: a Cristo attraverso il Papa! Ho detto “Sì” senza pensare – non si pensa quando il Signore chiama; non si calcola! Si dice semplicemente “Sì”! È quello che ho cercato di fare in tutta la mia vita, nonostante tante infedeltà e codardie… Dio le conosce, tu no, caro amico!

Ma ho detto “Sì”. E sono tornato a Maceió, perché era un venerdì di Quaresima e avevo alle 16.00 la Via Crucis nella mia chiesa do Livramento (indimenticabile e della quale ho tanta nostalgia), e poi una Messa a Povoado Poxim, Coruripe, nella diocesi di Penedo… In fretta, senza aver pranzato, ho fatto la Via Crucis e sono andato a Poxim. Al ritorno, verso le 21.00-21.30, l’inaspettato, l’assurdo, il disegno di Dio che non conosco ma Lui sì, che non comprendo e Lui vede invece chiaramente. Un’utilitaria mi ha bloccato. C’erano quattro uomini con la pistola in pugno. Sono scappato. Mi hanno inseguito. Mi hanno ributtato nella mia macchina. Sei pallottole l’hanno perforata e hanno sgonfiato le ruote anteriori. Mi hanno tirato via dall’auto, mi hanno picchiato tanto, rimesso dentro e portato in mezzo al bosco. Perdevo molto sangue. Mi hanno detto che mi avrebbero ucciso. Quelli sarebbero stati i miei ultimi istanti…

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