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“Mamma, oggi pioverà?”. Lo chiede a me e non alla App

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L’adolescenza è anche quel modo sghembo di chiedere ascolto, attenzione e premura. E certe volte, noi mamme, lo capiamo!

di Marcella Manghi

Pensavamo di esserci sfangati l’inverno. Io anche le adolescenze, e invece. Anche stamattina, in uscita dalla camera da letto, la prima persona che vedo è mia figlia. Però non so se lei mi vede, concentrata com’è sullo schermo dello smartphone. Io corro in bagno, poi la camicia stropicciata, il toast da preparare. Ripasso davanti alla stanza e lei è sempre lì. Io combatto con la lavatrice, la Nespresso, la calza bucata. E lei è lì, nella stessa posizione. In simbiosi con il telefono; ma anche tutta vestita, con tanto di eyeliner di precisione. Quando si prepari per uscire, non so. Io non ho nemmeno il tempo di guardare che ore sono. Ogni tanto, dovrei farlo anche io – mi dico: latte e giga per colazione; al diavolo il resto. Poi alle 7.40 si avvicina alle scale. Sta per proferire le prime parole del giorno. “Mamma, oggi pioverà?”. E che ne so. Potrebbe controllare il meteo sul telefono che ha sempre in pugno, peraltro. “Tesoro, non ho idea. Usa l’app”.

Allora lei tira fuori l’aggeggio dallo zaino e lo sblocca con un’impronta di malavoglia. Due mattine dopo, alla stessa ora, le ricordo di prendere le chiavi di casa per il rientro. “Mamma, oggi pioverà?”. Ancora. Ma, non l’ha capita?! Stavolta però ho il computer vicino. “Aspetta, guardo io”. E mentre le rovescio addosso percentuali probabilistiche di precipitazioni, intuisco. Capisco che mia figlia non vuole solo sapere che scarpe indossare per andare a scuola. Reclama una premura, una cura, un monito. Vuole che l’informazione le arrivi da chi ricorda l’ultima volta in cui è rientrata fradicia dal corso di pallavolo. Un’introversa teen, trasparente quanto un nuvolone pesante, cerca un primo e ultimo morso di conversazione prima d’uscire di casa per addentare il giorno. “Di che parlate, tu e tua figlia?” qualcuno chiede. “Del tempo”. E certe volte, va benissimo così.

Articolo uscito su Italians (Corriere.it)

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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