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I rifugiati potrebbero essere i veri vincitori della competizione di hacking del Vaticano

VHACKS
©M. MIGLIORATO/CPP
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La squadra di Georgetown arriva prima dopo aver creato un’app per aiutarli a ottenere dei crediti

Il team di Georgetown ha vinto nella categoria Migranti e Rifugiati di VHacks, evento che cercava di far sì che l’innovazione tecnologica superi le barriere sociali e affronti i problemi globali. Gli studenti Roisin McLoughlin, Jake Glass, Lucy Obus, Rushika Shekhar e Yanchen Wang hanno vinto 2.000 dollari per il loro progetto, Credit/Ability, un sito web progettato per aiutare i rifugiati a ottenere alloggi a lungo termine.

Come ha descritto la Georgetown University, l’app offre ai rifugiati un luogo in cui inserire le loro storie di impiego spesso a breve termine da quando si trovano nel Paese ospite. Credit/Ability usa poi le informazioni per calcolare un “tasso di credibilità”. Se questo è abbastanza alto, Credit/Ability lavora con alcuni sostenitori per offrire una garanzia di prestito che mette i rifugiati nelle stesse condizioni di altre persone che cercano un alloggio a lungo termine.

Lucy Obus ha affermato che il team ha deciso deliberatamente di costruire qualcosa che fosse “fattibile, praticabile e sostenibile, magari non appariscente ma adottabile da istituzioni basate sulla fede o piccole ONG”.

L’idea, ha aggiunto, è nata dopo aver incontrato dei rifugiati nel Centro Comunitario della Basilica del Sacro Cuore di Gesù di Roma. Il team ha avuto un assaggio dell’esperienza dei rifugiati, che spesso incontrano grandi difficoltà ad ottenere prestiti per alloggi a lungo termine perché vengono percepiti come persone che non godono di crediti finanziari, anche se sono in grado di guadagnare il salario di base e di permettersi il pagamento di un affitto nei Paesi ospiti.

“Abbiamo capito che molti potenziali proprietari avevano una visione negativa dei rifugiati anche se erano perfettamente in grado di permettersi di pagare”, ha affermato Shekhar, che studia per conseguire un master in Sviluppo Internazionale presso la Georgetown University, a  Straits Times.

Il gruppo ha lavorato sotto la guida del mentore Gege Gatt, CEO della tech start-up Ebo, per creare l’app.

Quanto ai vincitori nelle altre due categorie, l’Università di Calgary ha cercato di promuovere il dialogo interreligioso attraverso un social network chiamato DUO Collegare (DUO inteso come acronimo di “do unto others”, “fare agli altri”). Le organizzazioni possono attingere alle reti di una chiesa o un’organizzazione mettendo in collegamento i volontari potenziali con un lavoro che si adatta alle loro preferenze personali, come ha spiegato Wired.

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