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Pippo Baudo: ho un forte desiderio di fare la Comunione

PIPPO BAUDO
By StockMySelf | Shutterstock
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Il conduttore televisivo confessa: è un pensiero che mi assilla. E "chiama" Papa Francesco

Pippo Baudo tende la mano a Papa Francesco. «Con lui ho due cose in comune», afferma il popolare conduttore televisivo in una lettera pubblicata nei giorni scorsi da Famiglia Cristiana (12 marzo).

Con Francesco, fa notare Baudo, «innanzitutto siamo coetanei, essendo nati entrambi nel 1936, lui a dicembre e io a giugno. Ci separano dunque solo 6 mesi, e io vivo con grande orgoglio questa vicinanza perché un tempo alla nostra età si era considerati degli arnesi inutili e invece adesso, ognuno nel proprio ambito, possiamo continuare a dire la nostra».

Uomo del Sud

E poi, altro tratto in comune, «lui è un uomo del Sud, un passionale come me. Quando va in Sudamerica tra la sua gente esplode: abbraccia tutti e addirittura balla. Quando mai abbiamo visto un Papa farlo?

Il suo carisma, prosegue il conduttore televisivo, «lo vediamo anche in questi gesti apparentemente minori. Sono rimasto molto colpito per esempio quando è andato dall’ottico per cambiare gli occhiali e ha chiesto di mantenere la montatura perché per lui era ancora buona».

Il circo

Baudo però ha vissuto, anche se in modo indiretto, una esperienza comune con il papa. «Ha invitato oltre duemila poveri, profughi, carcerati, senzatetto a partecipare a uno spettacolo del circo Medrano. Gli artisti lo hanno offerto e io ho avuto l’onore di presentarlo. So che clown e giocolieri si esibiscono spesso davanti al Papa e lui si diverte tanto, la stessa gioia che ho ritrovato nel pubblico».

“Non c’è condanna definitiva”

C’è una cosa però, che il conduttore direbbe a Francesco qualora riuscisse ad incontrarlo. Ed è una questione che gli «assilla il cuore». «Quando vado a Messa e il sacerdote alza il calice con l’ostia consacrata – confessa – devo scostarmi perché sono un divorziato. In quel momento, il non poter fare la Comunione mi fa sentire un punito, un diverso rispetto agli altri».

Francesco, conclude Baudo, ha già detto «parole enormi per chi si trova nella mia condizione quando nell’Amoris laetitia afferma che nessuno può essere condannato per sempre», perché questa, chiosa, «non è la logica del Vangelo e che tutti devono essere aiutati a partecipare alla vita della Chiesa. Ma sono convinto che farà ancora di più».

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