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La post-verità. Le emozioni al di sopra dei fatti?

WYBÓR
Shutterstock
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La fonte della verità non è l'argomentazione razionale, ma il sensazionalismo del contenuto

La definizione “post-verità” (dall’inglese post-truth) è diventata popolare negli ultimi anni per descrivere la condizione in cui si trova la civiltà occidentale. Molti ritengono questa espressione la chiave più utile per interpretare cambiamenti politici e culturali, o perfino la trasformazione della mentalità in tutto il mondo contemporaneo.

Per questo motivo, la post-verità può essere usata come un’opzione utile per spiegare (apparentemente) fenomeni distinti, come la vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali statunitensi, il collasso dei media tradizionali e il rapido sviluppo delle reti sociali, il primato del cosiddetto “consumismo sciocco” o il progresso del “culto della celebrità”.

La definizione della post-verità

Apparentemente, il concetto di post-verità è già definito nei dizionari (è stato introdotto dai linguisti anglofoni, seguiti da altri), ed è definito come le circostanze in cui i fatti oggettivi hanno meno influenza nella formazione dell’opinione pubblica rispetto all’appello alle emozioni e alle convinzioni personali.

Ci si può chiedere ragionevolmente se la definizione “post-verità” sia la più adeguata per descrivere un fenomeno di questo tipo. La logica, ad esempio, non riconosce alcuna verità posteriore. Al suo interno ci sono solo verità o non verità (ovvero falsità).

Forse allora nella post-verità si dovrebbe trovare qualche tipo particolare di verità? Come Aristotele, abbiamo detto per secoli che la verità è la conformità dei pensieri alla realtà, e quindi si potrebbe accettare, ad esempio, che la post-verità sia sostanzialmente la verità scoperta di recente.

I più cauti diranno tuttavia che il significato di questa espressione (più o meno camuffato nelle interazioni comunicative) estremamente popolare da qualche anno si riferisce piuttosto alla parola “falsità”. È un’apparenza di verità, che vari tipi di imbroglioni che vogliono raggiungere a tutti i costi i propri obiettivi politici o di marketing cercano di utilizzare nello spazio pubblico.

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