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Da Pippo Baudo a Lucio Dalla: i vip raccontano la loro devozione per Padre Pio

padre pio – it

© DR

Gelsomino Del Guercio - Aleteia Italia - pubblicato il 17/03/18

Il miracolo di Silvana Pampanini, il matrimonio (con bilocazione) di Luciano Rispoli. E ancora Lino Banfi, Sergio Castellitto, Al Bano: così sono diventati devoti al frate delle stimmate

Una devozione speciale nei confronti di uno dei santi più amati: San Pio da Pietrelcina. A raccontarla sono personaggi noti, legati al frate delle stimmate da episodi, anche curiosi, accaduti nelle loro vite.

Quando cacciò Pippo Baudo

La devozione di Pippo Baudo nacque da un “maltrattamento” subito. «Ho avuto la fortuna di conoscerlo – dice a Credere (16 marzo 2018) – lo incontrai una volta, anche se devo ammettere che la cosa avvenne in circostanze abbastanza strane. Ero assieme a un gruppo di amici diFoggia, tra loro c’era anche Renzo Arbore. Un giorno andammo tutti insieme a San Giovanni Rotondo, era il 1965. Li vedemmo Padre Pio comparire da una loggia circondata da gelsomino profumato. Era già costretto sulla sedia a rotelle, che veniva spinta da un suo confratello. Devo dire che rimasi assai colpito nel vederlo così sofferente. Aveva i mezzi guanti che gli proteggevano il palmo delle mani, coprendo le stimmate».

PIPPO BAUDO
By StockMySelf | Shutterstock

La domanda del frate

Al momento dell’incontro il frate fu diretto e aspro con Baudo. «Padre pio, di cui era noto il carattere alquanto forte – ricorda il conduttore televisivo – mi apostrofò subito, chiedendomi: “Tu sei venuto per fede o per curiosità?”. Preso così alla sprovvista, non trovai di meglio che rivolgermi a lui con totale sincerità. “Padre, sono venuto spinto dalla curiosità”, gli dissi. E lui di rimando: “Allora vattene”. Un incontro che non potrò mai dimenticare».


PADRE PIO

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“Non me la sentii di digli una bugia”

Baudo ammette: «Non me la sentii in alcun modo di dirgli una bugia. La sua personalità e la sua sensibilità erano note. Se gli avessi mentito, ero certo che se ne sarebbe accorto. Per quanto potesse apparire il contrario, la mia risposta fu una forma di devoto rispetto».

Dopo la morte di Padre Pio, «sono tornato a San Giovanni Rotondo altre due volte. Anche se devo confessare la mia preferenze per la vecchia chiesa dove lui officiava nei primi anni: spoglia, povera, francescana».




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L’ultimo sguardo a Lucio Dalla

Iniziato dalla madre, anche Lucio Dalla come tante personalità del mondo dello spettacolo, politici e sportivi, era un devoto di Padre Pio. Pochi giorni prima che il frate morisse, il cantautore l’aveva sognato a Parigi. Gli era comparso in atteggiamento di rimprovero per la lunga lontananza.

Così, di buon mattino, si era alzato per fiondarsi a San Giovanni Rotondo. Andava da quel cappuccino di tanto in tanto per confessarsi con gran soggezione, temendone i rimbrotti soprattutto da giovane quando le trasgressioni erano più dirompenti. Quando finalmente arrivò al convento dopo il lungo viaggio, l’incontro fu normale, quasi dimesso.

Lucio Dalla
© Luana Borgognoni

“Due occhi così luminosi non ne ho visti più”

Allontanandosi, un po’ deluso, si girò per un ultimo saluto: «E lì – confidò il cantautore – ho visto un Padre Pio trasfigurato. Mi fissò con un’intensità che mi si è stampata nella memoria. Due occhi così luminosi non ne ho visti più».

Giunto nella sua Bologna, appena entrato in casa, sua madre gli venne incontro: «Hai sentito Lucio? È morto Padre Pio… Il frate delle stimmate mi aveva mosso da Parigi per darmi con un’occhiata il sigillo di Dio» (Il Giornale, 22 settembre 2013)


ELEONORA CECERE

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La “minaccia” a Lino Banfi

A Lino Banfi l’amore per San Pio è stato impartito in modo a dir poco “minaccioso”. «Sono devoto a questo grande santo che però la mia famiglia ha usato verso di me come una specie di minaccia o avvertimento, quando ero giovane..».

Tutto risiede nel sogno del giovane Pasquale Zagaria (nome vero di Lino Banfi prima che iniziasse a fare l’attore). «Io volevo fare l’ attore, avevo sempre nella testa questa idea, che in quel momento era una follia. Gli attori facevano la fame se non sfondavano, il rischio dunque era elevato. La mia famiglia era contraria e a casa mi dicevano: cambia idea, ti portiamo da Padre Pio per meditare e riconsiderare la tua condotta. Insomma, il frate, poveretto, era divenuto per me una specie di minaccia e incubo, ovviamente dopo ho cambiato idea».

Lino Banfi
By GIO_LE | Shutterstock

La “mediazione” di Carlo Campanini

Per questo cambio di rotta, strategico fu l’attore Carlo Campanini. «Lui era figlio spirituale di Padre Pio e ci diceva sempre ai noi ragazzi – rammenta Lino Banfi – andate a San Giovanni Rotondo a trovarlo. Ma noi non avevamo allora i suoi mezzi economici e non potevamo affrontare viaggi».

Poi, prosegue Banfi, «quando ho avuto questa possibilità, sono andato a San Giovanni Rotondo, però Padre Pio non lo ho mai incontrato: era già morto. Sono stato a San Giovanni Rotondo la prima volta nel 1989. In tutta sincerità, oggi preferisco andare a Pietrelcina perchè vi è meno confusione, anche se amo tantissimo San Giovanni Rotondo e mi piace andare a visitare i frati nel convento. Pranzo con loro e parliamo, mi sento in famiglia. Padre Pio sa che dico il vero»(La Fede Quotidiana, 28 aprile).

Luciano Rispoli e la bilocazione del frate

Fu padre Pio a celebrare il matrimonio di Luciano Rispoli alle cinque di mattina di una domenica del ’67: «Mamma era una devotissima – dichiarava il noto conduttore televisiva – andava spesso in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. Io dovevo sposarmi ma i soldi erano davvero pochi. Allora dissi a mia madre: ”E se ci sposasse padre Pio?”. Così tramite un amico calabrese che era lì, si fissò il tutto […] Mio testimone di nozze era il famoso Gino Latilla. E proprio lui assistette al fenomeno della bilocazione di padre Pio».

La stessa persona

Gino infatti arrivò tardi, «e mentre percorreva il cortile interno del convento incontrò un frate che gli disse: ”lì che devi andare, dove c’è quella porta”. Latilla seguì l’indicazione e una volta entrato si ritrovò nella cappella e si rese conto che il prete che stava officiando la messa era lo stesso che gli aveva indicato quella porta» (www.cinquantamila.it, 1999).




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Il pellegrinaggio del giovane Al Bano

Era il novembre 1955 quando Al Bano Carrisi, si recò a San Giovanni Rotondo. Aveva solo 12 anni e andò insieme alle zie in pellegrinaggio. «Ho ancora chiara la strana sensazione che provai. C’era un odore forte e soave al tempo stesso. Un misto di incenso e di profumo di viole. Era il profumo di cui tutti parlavano» (La Stampa, 14 marzo 2013).

“Non ho mai dimenticato quel momento”

«Come ho sempre detto – aggiunge il popolare cantante – ero troppo piccolo per capire l’importanza di quell’incontro. La cosa strana e meravigliosa sta nel fatto che, nonostante ciò, non ho mai dimenticato quel momento. E questo per me è anche un miracolo. Quello che per me sarà un ricordo eterno, perché sono convinto che il corpo rimane in terra, ma la tua anima vola via» (“Il coraggio di aver fede”, Rita Sberna)




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I sogni di Sergio Castellitto

Nel 2000 la fiction di Raiuno sul santo di Pietrelcina, lo vide attore protagonista. Da allora Sergio Castellitto confessa di sentire il frate ancora molto vicino. «Lo sogno ancora, mi mette continuamente in discussione» (Credere, 2014).

«Un uomo – osserva l’attore – Un uomo della terra, capace di piangere, che è diventato un uomo di Dio, del cielo. Un uomo che mi ha segnato, tant’è che ancora mi capita di sentirlo vicino. Interpretare padre Pio mi ha cambiato, il film si è rivelato un’occasione preziosa per documentarmi, leggere libri, parlare con persone che l’avevano conosciuto. E così è come se fosse nata una vicinanza speciale, mi sono sentito scelto da lui. Nei sogni spesso i significati passano attraverso un pezzo di pane, una passeggiata, ma poi ho sempre la sensazione netta di avere avuto a che fare con lui».

Il turbamento dell’aiuto regista

Castellitto racconta di aver vissuto con una grande partecipazione l’interpretazione degli anni “adulti” di San Pio. «La fase matura della vita di padre Pio ha una potenza enorme, soprattutto per come ha avvicinato la gente. Interpretando il padre Pio morente mi sono reso conto del contagio di cui ancora oggi è capace e di cui io allora ero solo il mediatore. Ricordo che dopo aver girato la scena dell’ultima Messa, di cui esistono anche filmati di repertorio impressionanti, un aiuto regista che si dichiarava ateo mi disse che era rimasto profondamente turbato».




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Silvana Pampanini, la “miracolata”

Chi invece sostiene di essere stata miracolata da Padre Pio è stata l’attrice Silvana Pampanini, scomparsa due anni fa. In un’intervista alla rivista Grand Hotel (luglio 2015) dichiarava che negli anni ’50, l’intercessione del santo risultò fondamentale per salvare la madre da un brutto male. Non solo.

A lei stessa accadde un fatto che reputa straordinario. «Mi trovavo in albergo, quando sognai mia madre e Padre Pio che volevano avvisarmi di un pericolo, poco dopo l’armadio che si trovava nella mia camera, si staccò dal muro e crollò».

Quello tra l’attrice ed il Frate di Pietrelcina fu un rapporto molto amichevole. «Da quando mi aveva scritto una lettera, ero diventata una sua devota ed avevo aggiunto la sua foto a quella dei miei cari».

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san pio da pietrelcinatestimonianze di vita e di fede
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