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Qual è la differenza tra confessione, riconciliazione e penitenza?

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Insieme questi tre termini costituiscono il “Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione”. L’obiettivo è il “ritorno a Dio”

La riconciliazione è una grazia di Dio che perdona il peccatore pentito e lo reinserisce nella sua pace, grazie a Cristo morto e risorto, in cui tutti i peccati sono perdonati. È un ritorno alla comunione con Dio attraverso la conversione. Dio dà al peccatore l’amore che riconcilia con la Chiesa e con i suoi fratelli e le sue sorelle. Durante questa riconciliazione si perdonano i peccati gravi che non vengono perdonati con il semplice pentimento, e il penitente ravviva le forze spirituali di cui ha bisogno per vivere come cristiano.

La penitenza è “implorare” il perdono di Dio, voler “riparare alla mancanza commessa”. È un segno di cambio di orientamento, un segno di conversione, del fatto che si vuole cambiare la propria vita e aderire maggiormente al Vangelo (con il cuore e con lo spirito). La penitenza sacramentale è il risultato naturale di un processo di pentimento. “Implica il dolore e la repulsione per i peccati commessi, il fermo proposito di non peccare più in avvenire e la fiducia nell’aiuto di Dio. Si nutre della speranza nella misericordia divina” (Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 300).

Il penitente è invitato a formulare un Atto di Contrizione:

Signore mio Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo,
mio Creatore, Padre e Redentore,
visto che sei Bontà infinita
e che ti amo sopra tutte le cose,
il mio cuore è addolorato per averti offeso.
Mi pesa anche che tu possa punirmi con le pene dell’inferno.
Aiutato dalla tua grazia divina,
propongo fermamente di non peccare più,
di confessarmi e di compiere la penitenza che mi verrà imposta”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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