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La perfetta letizia esiste (e non è smettere di soffrire)

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Non sono più felice quando non devo rinunciare a nulla, quando non c'è sofferenza

Dio vuole che io sia felice. Mi ha messo nell’anima un desiderio immenso di ottenere una vita piena e gioiosa. Ma a volte parlo di fiducia e poi non arrivo ad averla.

Credo di confidare, di fidarmi di Dio. Lo dico con un sorriso sulle labbra quando ho confidato e mi è andata bene. Credo di confidare in Maria quando le cose vanno come voglio io, quasi come ho chiesto.

E allora sono felice, pieno. Tutto quadra. Il mio cammino è chiaro, e non cado. E allora la mia fiducia, come per magia, diventa più forte, salda come una roccia.

Ma se poi all’improvviso va tutto male? E se le cose non risultano come le volevo? Tremo. Dubito. Non confido in Dio.

Mi allontano da quel Dio che permette il mio male, la mia sofferenza. Non mi sembra più tanto buono quel Dio che non mi spiana il cammino eliminando i pericoli.

Ho una fede immatura, disposta a credere solo di fronte al successo, ma vacillante quando il cammino diventa difficile.

Gesù non mi dice che non mi accadrà mai niente di male. Non mi assicura successo nel cammino se seguo i suoi passi.

L’unica cosa che mi assicura è che non sarò mai solo e che sarà sempre al mio fianco, nella mia barca, sostenendo i miei passi vacillanti.

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