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Il camaleonte del Disturbo del Comportamento Alimentare: cause e metodi riabilitativi

DISTURBO ALIMENTARE

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Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 13/03/18

L'anoressia e la bulimia nervose sono vere e proprie malattie. La soluzione è un approccio personalizzato e multifattoriale che coinvolga anche la famiglia del paziente

Con questa formula si indicano un insieme di sindromi determinate da cause diverse e che si presentano in modo estremamente variabile. I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) costituiscono un insieme di sindromi determinate da cause diverse. Possono presentarsi in modo estremamente variabile: accanto a forme temporanee dovute a precise tappe evolutive e ad alcuni momenti critici dello sviluppo, si possono, infatti, delineare quadri molto seri che determinano un grave impatto sullo sviluppo sia fisico che psicologico del bambino.

ANORESSIA E BULIMIA
© Bambin Gesù

L’anoressia nervosa

Una delle forme più comuni è sicuramente l’Anoressia Nervosa, caratterizzata da una  volontaria restrizione alimentare dovuta ad un’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee. Questa forma si esprime in una continua e ossessiva paura di ingrassare e nella ricerca della magrezza, spesso accompagnata da comportamenti di compenso come il digiuno, il vomito autoindotto o l’abuso di lassativi o diuretici.




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La bulimia nervosa

La Bulimia Nervosa ha caratteristiche psicologiche molto simili all’Anoressia nervosa. Tuttavia, è più difficile da riconoscere, in quanto coloro che ne soffrono non raggiungono mai il grave deperimento tipico dell’anoressia e mantengono un rapporto peso-altezza apparentemente adeguato. Il sintomo che caratterizza questo disturbo è l’abbuffata (cioè l’introduzione in un tempo relativamente breve di una quantità di cibo eccessiva). Una volta iniziata, l’abbuffata non si può interrompere, se non quando si è completamente consumata.

Il disturbo evitante/restrittivo

Recentemente, inoltre, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) ha introdotto una nuova categoria diagnostica per i DCA infantili ovveroil Disturbo evitante/restrittivo. Questo disturbo può interferire con la normale curva di crescita in altezza e peso del bambino e determinare una importante perdita di peso. Mentre nell’anoressia nervosa il rifiuto del cibo è legato al controllo del peso e ad una alterata percezione dell’immagine corporea, nel Disturbo evitante/restrittivo la

restrizione alimentare può essere dovuta a mancanza di interesse verso il cibo, al suo gusto, alla sua consistenza o alla paura delle conseguenze che l’atto del mangiare può provocare (es. vomito, mal di stomaco, soffocamento).

Anoressia e Bulimia: quali sono le cause?

I Disturbi del Comportamento Alimentare sono malattie complesse determinate da più fattori sia di natura genetica-biologica sia ambientale. In generale, la maggiore vulnerabilità osservata nelle ragazze adolescenti o in giovani adulte sembra suggerire come questi disturbi possano essere scatenati dai cambiamenti fisici e ormonali che caratterizzano la pubertà nonché da una possibile difficoltà evolutiva nel passaggio dall’infanzia alla vita adulta. Tuttavia, negli ultimi anni, abbiamo assistito ad una diffusione dei Disturbi del Comportamento Alimentare in età ancora più precoci. Se, da un lato, questo fenomeno può essere spiegato all’abbassamento dell’età della prima mestruazione (menarca) e da un anticipato ingresso nell’età adolescenziale,  all’altro può essere ricondotto alla prematura età in cui bambini e adolescenti sono esposti alle pressioni sociali e culturali dei media, internet e social network in particolare.




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Molti specialisti ritengono, infatti, che lo sviluppo e la diffusione di questi disturbi sia correlata anche allo sviluppo di un modello socioculturale che idealizza la magrezza e la performance personale e disprezza l’eccesso di peso che assume un valore sociale altamente negativo. Ulteriori fattori di rischio che possono contribuire ad un’evoluzione verso un Disturbo del Comportamento Alimentare sono i modelli proposti dalla famiglia e dal gruppo dei coetanei che spesso, a loro volta, esaltano l’ideale della magrezza e incoraggiano comportamenti di dieta. È noto, infine, come la probabilità di insorgenza di Disturbi del Comportamento Alimentare, e di anoressia in particolare, sia maggiore in contesti sportivi agonistici soprattutto in quelli dove la magrezza è ritenuta condizione essenziale per ottenere risultati di rilievo.

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