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Chiara Amirante lo ascolta, il grido dei giovani: e le loro vite fioriscono in Cristo

CHIARA AMIRANTE

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Paola Belletti - Aleteia - pubblicato il 13/03/18

Chiara brucia d’amore – chissà quale intimità vive con il Signore – e usa intelligenza e senso pratico per continuare a ricostruire l’uomo e la sua città con Dio. Parla degli inferi del dolore, della violenza, della disperazione e non vi indugia un attimo di troppo. Perché più avventuroso è il libro che il Signore sta scrivendo con la Sua grazia.  Compila dettagliati cataloghi delle sostanze tossiche distribuite a tappeto per il mondo e continua imperterrita a riproporre il solo antidoto, l’Amore di Cristo. È calma. In pace. Ha solo l’urgenza della carità e a quella orienta ogni cosa. Da quella, stila nuovi elenchi. Cosa fare ora?

Formazione dei laici, primo annuncio, ruolo attivo in tutti i luoghi dove si decide il futuro cultura, politica, comunicazione, annuncio della buona novella dai tetti alti sì, ma già affollatissimi, dei nuovi media

Il popolo della notte che ha iniziato ad incontrare nei primi anni 90 è fatto soprattutto di giovani svuotati dalla mancanza di amore e avviliti dal bisogno di ascolto totalmente disatteso. Come lupi in branchi improvvisati, smagriti, tutta fame; abbruttiti da un desiderio di senso reso impronunciabile da una società, la mia, la tua, che li costringe a rovistare tra i rifiuti: le cose, gli oggetti, il successo, la droga, il sesso, la pornografia, l’abuso di internet, le chat. Come se nessuno si ricordasse come è fatto l’uomo e di cosa ha bisogno il suo cuore. Come se, davvero, Cristo non fosse mai venuto e i tempi non avessero conosciuto alcuna pienezza. Come se  non valessimo nulla. Si percepisce davvero in queste storie, e nel discorso non detto sull’uomo di un’intera civiltà, una profonda mancanza di compassione per se stessi, di stima per il proprio valore.


PADRE FIGLIO PINOCCHIO

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Ecco, quelle facce, quei corpi ciondolanti, quegli occhi spenti, sotto caschi di capelli sporchi; quei sorrisi incollati con lo sputo sopra facce disperate, anche nei ragazzi normali, nati in famiglie normali, quel popolo enorme e invisibile, quelle tenebre, invece, la luce di Cristo l’hanno accolta. E sapete cosa succede a quelli che dalla disperazione più profonda accolgono Cristo? Che poi vivono. Diventano i giganti che possono essere e noi sembriamo nani.

Le testimonianze riportate, sono solo alcune delle migliaia che Chiara e le sue Cittadelle Cielo, le sue comunità hanno conosciuto; e vi assicuro vi verrà voglia di conoscerle tutte, di sapere delle loro vite trasfigurate, degli abissi dai quali sono saliti; e poi vorrete diventare amici di questi naufraghi salvati e felici. Queste vite sono prove schiaccianti della potenza assoluta, dirompente del Vangelo oggi. Di come Cristo, in questo preciso istante, ci stia amando. Ci stia cercando e braccando. Di quanto dica personalmente ad ognuno: tu vali. Tu vai bene così, io ti amo. Io ti guarirò. Io ho dato la mia vita, fino all’ultima goccia di sangue e sudore, per te. Un’altalena gioiosa, finalmente, di Lui e me, di Tu ed io.

Scorrendo il testo di Chiara ci si ritrova umani. Viene voglia di piangere per scogliere nodi in gola e sbriciolare pietre nel cuore. Viene voglia di farsi santi. Perché sono più vicini all’abbraccio di Cristo questi giovani affamati, sconvolti, rifiutati per anni, di tanti tendenzialmente cattolici che però nel tempo hanno eretto dighe a separare il lago artificiale della propria vita dalla piena della grazia che Cristo vuole rovesciarvi. Sì, anche sconvolgendola. Ma non si può fare diversamente: senza di Lui tutte le nostre vite, come quella di  Massimiliano, ragazzo dotato, che aveva già ottenuto tutto dalla vita, secondo il mondo, sono disperate. Anche i successi e i molti comfort diventano sbarre. Anche rapporti piacevoli si fanno solitudini. Succede qualcosa, entra in crisi:

“Mi sono dunque messo come un pazzo a gi­rare di notte per le strade di Roma gridan­do: «Dio, se ci sei, manifestati ora nella mia vita! Ho bisogno di Te e desidero vivere per Te!». Ho gridato per giorni… e Dio non si è fatto attendere… quel grido lo ha ascoltato in maniera sorprendente! Di lì a poco l’incontro con Chiara Amirante, la Comunità Nuovi Orizzonti ed il Carisma della Gioia! Ho finalmente sperimentato una gioia vera, profonda, che non passa. È quella gioia che ho visto negli occhi di Chiara e che ho desiderato da subito avere anche io nel mio cuore. Ho scoperto che la gioia piena si ottiene amando come Gesù ci ha amati” (Il grido inascoltato, pag 49).

Senza di Lui, letteralmente, non possiamo fare nulla.

E invece, leggendo le storie di questi ragazzi toccati e piano piano guariti dalla grazia di Cristo vissuta con la comunità, dentro la Chiesa, nutrendosi di preghiera e Sacramenti, attingendo a piena mani alla Parola di Dio, si capisce che con Lui di cose se ne fanno davvero tante cose.

L’abbraccio è una cifra tipica di questo carisma. Prima di diventare allegoria di chissà che, è quello fisico di qualcuno che, nelle Comunità Nuovi Orizzonti, arriva alla porta, accoglie questi fratelli scampati malamente a chissà quante battaglie. Abbracci veri. E calzini veri, per esempio. Se hai bisogno di calzini, ti arrivano i calzini (cfr Ibidem, pag 78)

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chiara amirantecomunita nuovi orizzontidisagio giovanile
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