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La lezione imparata da una nuova interpretazione della Pietà nascosta in Alaska

Ho pregato davanti alla Pietà di Michelangelo. Ho sussultato di fronte alla maestà del David. Ho
guardato piena di ammirazione Dafne e Apollo di Bernini. Sono stata al Louvre e alla National Gallery, al Met e ai Musei Vaticani.

Penso però che la statua più bella del mondo si trovi in una parrocchia di Anchorage, in Alaska.

Nei quattro anni della mia avventura missionaria ho visitato 49 Stati e 20 Paesi. Ho visto alcune delle chiese più belle del mondo e ho ammirato le opere d’arte di tutti i grandi maestri.

E poi ho visitato la chiesa cattolica di St. Patrick ad Anchorage.

Mi aspettavo di rimanere colpita dalla bellezza naturale della Terra del Sole di Mezzanotte, e non sono rimasta delusa. Ho volato sul Monte Denali, ho scalato un ghiacciaio, ho pescato in alto mare e ho visto passeggiare una mamma alce con il suo piccolo.

E poi mi sono fermata vicino a una parrocchia dei sobborghi. Un uomo che lavorava per la chiesa mi ha guidato in un santuario piuttosto anonimo e poi attraverso un cortile, dove siamo passati vicino a una statua della Pietà.

Mi sono fermata, ho teso la mano verso quell’uomo che avevo appena conosciuto e ho detto: “Scusi. Un attimo, per favore”. Avevo bisogno di silenzio.

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