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La nuova serie della CNN sul Papa commette peccati di omissione

POPE
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Manca uno sguardo equilibrato a tutto il bene che è derivato dall'esistenza della Chiesa

Considerando la gestione dei fatti da parte dei media negli ultimi anni, la nozione di un canale di notizie via cavo che trasmette una serie sul pontificato basta a far rizzare i capelli in testa a qualsiasi cattolico. Fortunatamente, il primo episodio della serie in sei puntate Pope: The Most Powerful Man in History, della CNN, non è negativo come avrebbe potuto essere, anche se non è neanche positivo.

Una critica inevitabile al programma è che con oltre 5.200 vescovi, 416.000 sacerdoti, 44.000 diaconi, 54.000 fratelli religiosi e 10.000 suore disposti a parlare, i realizzatori della serie siano riusciti a trovare solo un rappresentante della Chiesa da intervistare, il cardinale Donald Wuerl, arcivescovo di Washington (Stati Uniti), e anche così il porporato abbia detto solo poche parole. Il resto delle opinioni trasmesse appartiene al solito gruppo di studiosi progressisti e di scettici, per la maggior parte non cattolici, che appaiono tanto spesso in questo tipo di eventi. Perché se volete esplorare una parte importante del cattolicesimo come il pontificato, perché dovreste scomodarvi a parlare con tanti cattolici, giusto?

Nonostante questo, la serie non è improntata all’anticattolicesimo come si potrebbe temere. Il primo episodio inizia, in modo piuttosto appropriato, con Pietro, il cui primato come primo vescovo di Roma non viene sorprendentemente messo in discussione. La cattolicità della Chiesa delle origini è infatti data per scontata. In uno dei momenti più interessanti del programma, agli autori del documentario viene permesso di entrare nella biblioteca del monastero della chiesa del Santo Sepolcro per guardare, ma non toccare, la più antica copia esistente della Didachè. Questo docmento scritto nel I secolo è fondamentalmente un catechismo, e contiene insegnamenti e indicazioni che la maggior parte dei cattolici di oggi troverebbe familiare.

Dopo di questo, però, il programma fa un salto di qualche centinaio di anni e circa 16 Papi fino ad arrivare all’epoca di Costantino, mettendo in discussione la conversione al cristianesimo dell’imperatore romano. Poi, saltando ancora, mostra l’invasione dell’Italia da parte dei Longobardi e l’ascesa di Carlo Magno, finendo per concentrarsi sulle Crociate. Come ci si poteva aspettare, è qui che il documentario diventa un po’ selettivo nei fatti che presenta. Si lodano le pie intenzioni iniziali dei crociati, ma la narrazione le azzera rapidamente mostrando la negatività delle loro azioni successive e l’eroismo di musulmani come Saladino, il primo sultano di Siria ed Egitto. Parlando di episodi come i massacri della Renania, un commentatore assicura che la storia bimillenaria della Chiesa è piena di crimini e tragedie di questo tipo.

Non è che una dichiarazione di questo tipo sia necessariamente falsa. In un mondo popolato da peccatori, è vero che la Chiesa ne ha avuta la sua buona dose. Quello che manca all’esame frettoloso della storia del programma, ad ogni modo, è uno sguardo equilibrato a tutto il bene che è derivato dall’esistenza della Chiesa. Sarebbe stato bello che fosse stato dedicato almeno qualche istante alla cura dei poveri da parte della Chiesa, così come ai suoi contributi alla letteratura, alla scienza, alla medicina, all’arte, alla cultura e alla filosofia.

Non sono queste, però, le cose a cui la serie è interessata. Se il primo episodio è indicativo, il resto della serie non si concentrerà tanto sullo sviluppo della Chiesa o sul pontificato, ma sul ruolo generale della Chiesa nella struttura di potere del mondo in momenti chiave della storia. Tra i titoli dei prossimi episodi ce ne sono alcuni come “I Papi del tempo di guerra” e “Coraggio, Cambiamento & il Papato Moderno”. In breve, la serie probabilmente si concentrerà proprio su quello che ci si aspetta da un canale via cavo di notizie: la politica. Dopo tutto, è questo il dio che queste realtà adorano realmente.

Pope: The Most Powerful Man in History verrà trasmesso ogni settimana dalla CNN a partire da domenica 11 marzo alle 22.00.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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