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«Nessuna cicatrice». La testimonianza del frate che ha fotografato il corpo di Padre Pio morto

© Antoine Mekary / ALETEIA
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Frate Giacomo è l'unica persona ad aver immortalato la scomparsa delle stimmate

Padre Pio da Pietrelcina, ripetendo i nomi dolcissimi di Gesù e di Maria, chinò la testa e spirò. Erano le ore 2,30 del 23 settembre 1968. Padre Pio morì seduto sulla poltrona della cella numero 1 al convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo.

Frate Carmelo, il guardiano del convento, insieme ai presenti al momento della morte, notarono che erano completamente sparite le piaghe che per quasi sessant’anni aveva avuto Padre Pio: dal 1911 al 1968.

Di corsa nella cella

Il frate capì che l’eccezionalità del fenomeno doveva essere documentata per i posteri. Lasciò tutto e tutti e corse a bussare alla porta di frate Giacomo Piccirillo da Montemarano (AV), che «già da alcuni anni» era «considerato il frate fotografo ufficiale del Convento», e gli ordinò di alzarsi. Quando questi gli aprì, frate Carmelo, «agitato e sconvolto», gli disse: «Prendi la macchina fotografica e vieni, è morto Padre Pio». Frate Giacomo si vestì in fretta, preparò l’occorrente e seguì il guardiano fino alla cella n. 1 del convento.

Stefano Campanella in I tre misteri di Padre Pio (edizioni San Paolo) raccoglie la testimonianza del fotografo del 7 gennaio 1973, estratta dal processo canonico, l’unica persona ad aver immortalato mani, piedi e costato privi di stimmate di Padre Pio.

Ore 2.40

Fra Giacomo era molto agitato. Le mani gli tremavano. Per questo ritenne opportuno «regolare l’apparecchio con una velocità di scatto più rapida possibile e con una apertura di diaframma al massimo».

Potevano essere le ore 2,40 del 23 settembre 1968. Quando tutto fu pronto, il padre Superiore scostò il mezzo guanto della mano sinistra di Padre Pio fino alla punta delle dita» e invitò il confratello «a fotografare la prima palma e poi il dorso […] Fatte le fotografie alla mano sinistra, il padre Superiore sistemò il mezzo guanto a questa e scoprì allo stesso modo la mano destra», di cui frate Giacomo immortalò «prima la palma e poi il dorso».

Come fossero guarite da tempo

Ecco le parole del frate fotografo:

«Quale non fu il mio stupore nel notare che la piaga era completamente sparita dalla mano sinistra. Soltanto nella palma notai una piccola scoria trasparente come se si trattasse di una piaga rimarginata e guarita da tempo. Fatte le fotografie alla mano sinistra, il padre Superiore sistemò il mezzo guanto a questa e scoprì allo stesso modo la mano destra, di cui fotografai prima la palma e poi il dorso. La mano desta non presentava alcun segno di cicatrice».

Il lato sinistro del costato

Si passò poi a fotografare il costato. E anche qui avvenne un fatto clamoroso. «Nulla sapendo io dove fotografare – ricorda frate Carmelo – perché non avevo mai visto la piaga del petto, che ora non presentava alcun segno di cicatrice, fui invitato a fotografare tutto il lato sinistro, che ripresi due volte».

Nessuna cicatrice ai piedi

Infine frate Giacomo fotografò i piedi, «prima il dorso del piede destro e poi il dorso del piede sinistro. Non avendo ormai a disposizione che una sola lampadina per il flash, fotografai insieme le due palme dei piedi. Ai piedi non vi era alcuna piaga o cicatrice».

Subito dopo il cappuccino estrasse la pellicola dalla macchina e la consegnai al padre Superiore, «il quale, dopo lo sviluppo, mi fece vedere le copie stampate che furono di mia soddisfazione».

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