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Che c’è di male nel paragone?

ENVY
Oleksii Shalamov - Shutterstock
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Paragonarsi a un amico o a un fratello è naturale, ma può anche diventare pericoloso

L’autostima di molte persone dipende dal loro paragonarsi agli altri, che può essere considerato – a patto che non lo si faccia in modo compulsivo – una tendenza naturale.

L’effetto del paragone è legato alla vicinanza all’altra persona e all’importanza che diamo alla caratteristica sulla quale effettuiamo il paragone.

Ad esempio, essere sconfitti da un fratello o un amico in un’attività in cui ci riteniamo particolarmente validi e in cui spiccare è importante per noi risulta più doloroso che essere sconfitti da un estraneo, perché la vicinanza aumenta il paragone sociale.

È naturale paragonarsi agli altri, ma se si è ossessionati dalle proprie carenze anziché concentrarsi sui campi in cui si spicca si sta dando attenzione all’aspetto sbagliato, cosa che può pregiudicare e perfino impedire di intervenire in molti aspetti della propria vita.

Scommettete su voi stessi

Ecco 5 consigli per potenziare la crescita personale senza bisogno di paragonarsi agli altri.

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