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Perché il succo e il sorbetto all’arancia dovrebbero farci pensare alla Madonna?

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Ellen Mady - pubblicato il 07/03/18

Dalla Repubblica Dominicana, una “dolce” storia sulla generosità di Maria

Se cercate delle semplici pratiche spirituali per la Quaresima, eccone una: ogni volta che mangiate o guardate un’arancia o bevete del succo d’arancia, fermatevi e parlate per un momento con la Madonna. Se avete qualche desiderio, chiedetele aiuto.

Oggi vi parlerò di Nostra Signora di Altagracia (“Massima Grazia”), patrona della Repubblica Dominicana.

OUR LADY OF ALTAGRACIA,DOMINCAN REPUBLIC ,
Zach Mobrice | CC BY-NC 2.0

Il titolo “Massima Grazia” ci ricorda che è impossibile sottovalutare l’abbondanza di grazie che riceviamo attraverso la Beata Madre. Lei che è stata chiamata “piena di grazia” dall’angelo Gabriele ha condiviso liberamente quella grazia con il mondo attraverso la sua partecipazione unica alla Redenzione. Ha messo al mondo Gesù, lo ha accompagnato mentre lasciava la croce per tornare al Padre, ha aspettato con i discepoli la venuta dello Spirito Santo e ha abbracciato pienamente la sua missione di Madre della Chiesa.

I santi ci dicono che l’unione di Maria con il Signore è così forte che se vogliamo avvicinarci a Gesù dobbiamo solo guardare Maria. San Basilio ci assicura che la Madonna ci aiuterà in qualsiasi necessità; Santa Faustina ci ricorda che Dio ha effuso la sua misericordia su di noi attraverso di lei, e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori arriva a dire che “Nostro Signore ha ordinato che nessuno ottenga la salvezza se non attraverso la sua intercessione”.

Tutte le grazie che ci raggiungono attraverso Maria trovano la propria origine in Dio, ma Maria, in quanto sua Madre, ha una posizione privilegiata nel dispensare queste grazie. Sta a noi decidere quanto spesso avvalercene.

Alla popolazione della Repubblica Domenicana viene ricordata continuamente questa realtà quando si trova davanti alla sua patrona, rappresentata da un’immagine della Natività che mette in luce soprattutto Maria arrivata dalla Spagna nella città dominicana di Higuey all’inizio del Cinquecento.
L’immagine di Nostra Signora di Altagracia è stata per un po’ nella chiesa locale di Higuey, ma poi è andata perduta. Ed è qui che entrano in ballo le arance.

La leggenda dice che qualche decennio dopo la perdita di ogni traccia dell’immagine la figlia di un mercante gli chiese di portarle “Nostra Signora di Altagracia”. Non avendo familiarità con quel titolo, il padre si informò in giro, ma nessun altro sembrava aver sentito parlare di Nostra Signora di Altagracia. Rinunciò alle ricerche e poi si incontrò con un amico a Higuey e gli parlò della sua ricerca senza esito. Mentre parlava, un anziano che stava passando di lì tirò fuori un’immagine dalla sua borsa e la allungò al mercante, che allora osservò Nostra Signora di Altagracia per la prima volta. Il mercante voleva portare l’immagine alla figlia, ma Nostra Signora scomparve misteriosamente dalla casa e riapparà su un albero d’arance all’esterno. Questo avvenne due volte, portando il mercante a concludere che l’immagine voleva rimanere a Higuey. L’uomo portò l’immagine nella chiesa parrocchiale di Higuey, e la devozione popolare crebbe.

Come conseguenza di questa leggenda, le arance sono associate in vari modi a Nostra Signora di Altagracia e alle celebrazioni in suo onore. E allora, la prossima volta che vedrete un’arancia ricordate che avete una Madre della “Massima Grazia” che aspetta di condividere quella grazia con voi.

Il primo santuario eretto specificatamente per ospitare Nostra Signora di Altagracia è stato dedicato nel 1572. L’immagine è stata incoronata da Papa Pio XI nel 1922 ed è stata trasferita nella basilica attuale nel 1972. È stata restaurata nel 1978, poco prima che Papa Giovanni Paolo II incoronasse di nuovo la Madonna nel 1979, mettendo una tiara d’oro e d’argento sulla cornice. Ogni anno il santuario viene visitato da circa 800.000 pellegrini.

Nostra Signora di Altagracia, prega per noi!

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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