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Ma perché gli italiani credono a panzane come il “prete che ringrazia Allah”?

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Il pregiudizio è un amo per pescare la parte peggiore di noi

La parola dell’anno nel 2017 era sicuramente “fake news“, di certo continuerà ad imperversare anche in questo 2018 iniziato da poco. Le fake news, con la loro viralità, influenzano l’opinione pubblica? Si e no. Di certo consolidano i pregiudizi già esistenti.

Eppure uno sforzo per non farci prendere per il naso sarebbe bene farlo, anche quando – magari – una persona per cui non proviamo simpatia ci viene presentata – magari da dubbie fonti – come ladra, spregiudicata, traditrice, insomma come intrinsecamente “sbagliata”. Durante quest’ultimo periodo una tra le 128 “bufale” che sono state segnalate alla Polizia Postale (Corriere della Sera, 28 febbraio), c’è quella (davvero in-credibile, nel senso che non si capisce come si faccia a credere una cosa del genere) che riguarda don Massimo Biancalani, un prete che da tempo si occupa di accoglienza dei migranti, di solidarietà. La notizia è riassumibile da questa foto:

Il prete che ringrazia Allah per gli immigrati“, ma davvero qualcuno può crederci? E se lo fa per quale retro pensiero? Si crede ad una notizia (falsa!) solo perché la si pensa vera in partenza, ma un sacerdote che dicesse una cosa del genere (e lo scandalo sarebbe in primis per aver tirato in ballo Allah) di sicuro sarebbe già di fronte al proprio Vescovo e lo sapremmo tutti.

E’ il Vangelo che chiede, con radicalità, di adoperarsi per il prossimo in difficoltà, basterebbe avere la pazienza di rileggersi il Discorso della Montagna (Matteo 5,1-7,28) che è il kerygma del credo cristiano, il cuore essenziale. Non è l’invenzione né di questo sacerdote né di Papa Francesco. Venire accusati di eresia, di buonismo o di connivenza con questo o quello perché si è scelto di ascoltare Cristo quando dice di amare il prossimo come se stessi. In fondo: se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 

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