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3 modi per vivere come San Francesco rimanendo comunque voi stessi

HOLY PAINTING
DeAgostini | Getty Images
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La sua vita è piena di lezioni preziose, anche per noi contemporanei

“Non dovremmo vivere tutti così?”, mi ha sussurrato Kirsten mentre percorrevamo la navata centrale della basilica di San Francesco. Ero ad Assisi e guidavo un gruppo di matricole universitarie, tra le quali Kirsten, come parte del corso sull’eredità culturale italiana. Ci siamo fermati davanti a un affresco e abbiamo ammirato la rappresentazione di Giotto di uno di momenti più importanti della vita del giovane Francesco. Disturbato dalla mancanza di cura nei confronti della Chiesa da parte del padre abbiente, Francesco rinunciò al suo nome, togliendosi perfino gli abiti. Quasi nudo nella piazza della città, dichiarò la sua indipendenza dalla famiglia e dai sistemi finanziari dell’epoca.

“Vivere così come?”, ho chiesto. “Intendi vivere come frati?”

“Sì”, ha detto lei, indicando il frate che ci guidava nel tour. “Come lui. Come Francesco. Non è il modo più santo di vivere?”

Ci ho pensato su. Era una buona domanda.

“Non credo”, ho risposto. “Non c’è un modo ‘più santo’ di vivere. Diventare frate o suora è il modo migliore di vivere se è quello a cui Dio ti ha chiamato, ma Dio ha una chiamata diversa per ciascuno di noi. Il modo più santo di vivere è seguire la chiamata che Dio ti ha dato in modo specifico”.

Sul pullman che ci portava a Firenze abbiamo portato avanti il discorso. Dopo tutto, anche se non siamo tutti chiamati ad essere come San Francesco, ci sono delle cose che possiamo imparare dal suo esempio.

Cura della Chiesa e ascolto di Dio

Il santo di Assisi ha preso sul serio le parole di Cristo, credendo che i poveri siano beati e che se hai due cappotti dovresti darne via uno. Non lo ha comunque fatto sempre: da giovane si godeva l’agiatezza e la popolarità, ed era diventato bravo negli affari. Voleva anche conquistare la gloria come cavaliere, ma quando partì per la sua seconda battaglia sentì la chiamata di Dio a tornare ad Assisi.

Negli anni successivi il suo cuore cambiò. Trascorreva molto tempo da solo in preghiera e contrizione. Incontrò un lebbroso, e anziché provarne ripugnanza gli baciò la mano. Mentre pregava nella chiesa di San Damiano, sentì Cristo sul crocifisso che gli diceva: “Ripara la mia casa”.

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