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Mio marito è un perverso narcisista o “solo” un grande egoista?

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Mathilde De Robien - pubblicato il 01/03/18

Alla domanda “ci si deve separare da un coniuge che si rivela essere una personalità narcisistica?” Pascal Ide distingue più criteri di discernimento: a cominciare dall’età dei bambini. Quando i bambini sono piccoli, un perverso narcisistico può “contaminarli” a causa del processo d’imitazione. Altro criterio di discernimento, la pericolosità del perverso. È violento? Picchia il coniuge? Per saggiare la situazione, bisogna anche interrogarsi sulle risorse della vittima per contrastare le violenze quotidiane. Una donna – o un uomo – che scelga eroicamente di proseguire una vita comune deve da una parte liberarsi dalla presa psicologica del perverso narcisista, e dall’altra essere accompagnato spiritualmente e psicologicamente.

È possibile perdonare?

In quanto cristiani siamo chiamati a perdonare, anche un perverso narcisista che ci perseguita. Il perverso narcisista resta una persona, quale che sia la profondità della sua turpitudine. Pascal Ide cita una psicoterapeuta che spiega a un bambino che suo padre non è meraviglioso, che quanto ha fatto non va bene… ma che resta tuttavia una meraviglia nel nome dell’immagine di Dio in lui. Pascal Ide afferma che

il cristiano perdonerà alla personalità narcisistica che, di fatto, è sua nemica in quanto lo perseguita. Lo farà nel nome di Cristo, perché Cristo esige dai suoi discepoli il perdono dei nemici in quanto Egli stesso ha perdonato e perché ci dà la forza del suo Spirito per perdonare a nostra volta.

Egli precisa tuttavia che “perdono” non significa “riconciliazione”. Il perdono è un atto interiore che cancella il debito dell’aggressore – che costui riconosca o meno il male causato. La riconciliazione è un atto reciproco per mezzo del quale l’offensore riceve il perdono e riconosce i propri torti. Infine, Pascal Ide sottolinea che perdonare non dispensa dalla prudenza, per proteggersi dai comportamenti corrosivi della personalità narcisistica.

Lista dei 30 comportamenti caratteristici del perverso narcisista, secondo Isabelle Nazare-Aga:

  1. Colpevolizza gli altri invocando l’amore, l’amicizia, la famiglia e la coscienza professionale.
  2. Esige la perfezione da parte degli altri, che devono essere onniscienti, totalmente disponibili alle sue richieste e immediatamente capaci di rispondere a tutte le domande e che non devono mai cambiare opinioni.
  3. Sfrutta i sentimenti morali degli altri (dovere, generosità, cortesia, umanità…) per soddisfare i propri bisogni.
  4. Rimette in causa la competenza, la personalità e le qualità degli altri: critica e svilisce per creare confusione e, dopo, giudica.
  5. È geloso di tutti (famiglia compresa).
  6. Ricorre alle lusinghe, ai regali e ai servigi resi per essere benvisto.
  7. Fa costantemente la vittima.
  8. Non si ritiene mai responsabile di alcunché, rendendo invece gli altri responsabili di tutto.
  9. Non enuncia chiaramente i suoi sentimenti, le sue opinioni, i suoi bisogni e le sue domande.
  10. Risponde sempre in modo evasivo.
  11. Può cambiare argomento senza soluzione di continuità nel corso di una conversazione.
  12. Evita o abbandona le riunioni e gli incontri.
  13. Utilizza metodi indiretti, come le interposte persone, le segreterie telefoniche o i messaggi scritti – per far filtrare le proprie comunicazioni.
  14. Invoca ragioni logiche per far passare le sue pretese di dominio.
  15. Deforma, interpreta e racconta menzogne per nascondere (o disvelare) la verità.
  16. Rifiuta le critiche e nega le evidenze.
  17. Ricorre talvolta al ricatto e alle minacce implicite.
  18. Crea conflitti al fine di manipolare il proprio entourage.
  19. Si comporta diversamente, e modifica l’espressione del proprio pensiero, in funzione delle persone e delle situazioni.
  20. Mente (anche per omissione).
  21. Utilizza l’ignoranza di quanti incontra e tenta di far ammettere loro la sua superiorità.
  22. È egocentrico.
  23. Ciò che dice non corrisponde a quello che fa.
  24. Invoca l’urgenza per ottenere un vantaggio da parte degli altri.
  25. Rinnega i sentimenti, i desideri, i bisogni e i diritti altrui.
  26. Rigetta implicitamente le domande mentre pretende di occuparsene.
  27. Genera sentimenti di malessere, di malanimo e/o di assenza di libertà.
  28. Giunge a far compiere agli altri atti che non vorrebbero compiere.
  29. Raggiunge i propri obiettivi a detrimento degli altri.
  30. Si pone come oggetto di discussioni frequenti e ricorrenti.
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Editions de l'Emmanuel

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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