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Mio marito è un perverso narcisista o “solo” un grande egoista?

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Mathilde De Robien - pubblicato il 01/03/18

L’egoista non fa la vittima. Non pensa che a sé stesso ma non cerca di manipolare gli altri, mentre il perverso narcisista utilizza l’altro, lo denigra, lo strumentalizza per conseguire i propri obiettivi, servire i propri progetti e alimentare il proprio ego. Padre Pascal Ide, dottore in medicina, filosofia e teologia, avverte che nei casi estremi, cioè nei sociopatici, il narcisismo può spingersi fino alla distruzione dell’altro. Nella sua opera Manipulateurs, egli cita lo psichiatra Alberto Eiguer:

Gli individui perversi narcisisti sono quelli che, sotto l’influenza del loro sé grandioso, cercano di creare un legame con un secondo individuo attaccandosi in particolare all’integrità narcisistica dell’altro per disarmarlo. Essi si abbarbicano anche all’amore di sé, alla fiducia in sé, all’autostima e all’autovalorizzazione dell’altro.

L’egoista non si preoccupa degli altri, ma non per questo si sente superiore a loro. Mentre il perverso narcisista, da parte sua, è convinto di valere molto più degli altri. Ha la percezione di essere eccezionale. Quest’adorazione della propria personalità conduce il perverso narcisista ad esigere dagli altri delle attenzioni e dei privilegi, e a dar prova di collera quando questi non arrivano.

L’egoismo è un tratto della personalità su cui si può lavorare e che può evolvere, a forza di buona volontà e di una buona comunicazione. Se spiegate con calma a vostro marito che per voi è pesante portare giù l’immondizia tutte le settimane, oppure restare sola tutte le sere perché c’è il Sei Nazioni, ci sono forti possibilità che lui faccia un piccolo sforzo. D’altro canto, invece, un perverso narcisista, talmente convinto della propria superiorità e così obnubilato dagli obiettivi che si è prefissato, non cambia. Pascal Ide enuncia l’ipotesi che

il criterio più sicuro per riconoscere una personalità narcisistica è forse la sua incapacità di riconoscere una colpa, e dunque di cambiare per cessare di far soffrire l’altro. E in ultimo, la perversione narcisistica è una malattia. Se anche l’egoismo lo fosse, saremmo tutti un po’ malati.

Saper discernere

Sono sempre di più le persone che affermano, durante sedute dallo psicologo, che il loro coniuge, il loro capo o il loro collega hanno personalità narcisistiche. Certo, si può sospettare di qualcuno – specie se trovano in lui riscontro 14 su 30 comportamenti caratteristici definiti dalla terapeuta comportamentista e cognitivista Isabelle Nazare-Aga. Ma un tale giudizio esige le competenze di uno psichiatra, di un medico o di uno psicologo. Senza l’autorevolezza di una valutazione medica, ci si può facilmente focalizzare su di un solo sintomo in assenza del resto del quadro.

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By fizkes | Shutterstock

Se il vostro coniuge risulta essere un “vero” perverso narcisista, Pascal Ide propone numerose soluzioni per fronteggiare il caso. Esse dipendono dal grado di perversione e dal discernimento proprio a ciascuno. In primo luogo, egli consiglia di adottare una modalità di interazione e di comunicazione adattata al perverso narcisista, per smorzare il suo comportamento distruttore: evitare di mettersi in luce rispetto a lui, evitare tutto ciò che potrebbe accusare come umiliante, evitare l’opposizione sistematica, evitare di confidarsi con lui, non attendersi reciprocità, smorzare le sue manipolazioni, mostrargli la propria approvazione quando è sincera, gestire il suo amor proprio, avere una persona a cui confidare la sofferenza, elaborare il lutto per una comunicazione perfetta, non mostrare di essere scalfiti dalla sua attitudine, frapporre distanze in rapporto alle sue lusinghe, imparare a rifiutare, a dire no, soprattutto quando la domanda è fluida o imprecisa.

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