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L’intercessione della Madonna al momento della morte

PRAYING ROSARY
PIXABAY
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“Prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte”. Perché chiedere che Maria ci assista alla fine della vita?

Nella preghiera che tante volte rivolgiamo alla Madonna ci sono due parti distinte, che vale la pena di analizzare: una riguarda il presente, l’altra il futuro. La prima cambia continuamente per quanto riguarda il tema della richiesta, la seconda non varia, chiede sempre la stessa grazia.

“Prega per noi adesso” è la richiesta del momento presente, il cui oggetto sarà diverso in base alle nostre necessità. A volte sarà la richiesta di una grazia protettrice, altre volte di consolazione, a volte di alleviamento o di cura di qualche malattia.

Ma prega per noi “nell’ora della nostra morte” riguarda il futuro, ed è sempre la stessa richiesta che abbiamo rivolto ieri, che rivolgiamo oggi, ripetuta 200 volte nel Rosario e che torneremo a rivolgere domani, se Dio ci concederà un giorno nuovo e se in esso reciteremo il saluto angelico.

Allora perché la Santa Chiesa, per mezzo dell’Ave Maria, preghiera quotidiana e familiare a tutti i cristiani, perfino a quelli più indifferenti, ha formulato questa richiesta “Prega per noi… nell’ora della nostra morte?” Può essere solo per ragioni molto degne della sua saggezza. È perché nell’ora della morte l’intercessione della Santissima Vergine Maria ci è estremamente necessaria ed è sommamente efficace.

Necessità dell’assistenza di Maria negli ultimi istanti

Per comprendere bene quanto sia necessaria l’assistenza della Madonna nei nostri ultimi istanti, si deve ricordare che il momento della morte è quello decisivo e più difficile di tutti, nel quale sarà fissato il nostro destino per tutta l’eternità. Quando cade un albero, a sinistra o a destra, dove cade resta, dice bene l’Ecclesiaste (11, 3). Se cade dal lato giusto, se moriremo nella grazia di Dio, saremo felici per sempre, ma se cade dal lato sbagliato, ovvero se moriamo nell’inimicizia di Dio, il nostro posto sarà accanto ai reprobi. L’ora della morte è quella del combattimento supremo. Se trionfiamo sul demonio, tutte le nostre sconfitte passate troveranno riparazione, saremo vittoriosi per sempre, prenderemo posto tra gli eterni trionfatori e il Re del Cielo ci cingerà con la corona di gloria eterna.

Prendiamo in considerazione il buon ladrone. La sua vita era macchiata da vari crimini. Era stato un malfattore che si era sporcato le mani con il sangue dei fratelli; qualche istante prima di morire si è pentito, è stato perdonato, i suoi crimini sono stati cancellati e – da pio ladro del Cielo, come viene chiamato – per un istante di sincera penitenza è andato a condividere le gioie del Paradiso con i patriarchi e i profeti che hanno trascorso tutta la vita a compiere opere buone.

Se invece all’ultimo momento il nostro nemico, il demonio, trionfasse su di noi, le nostre vittorie già acquisite, per quanto numerose, sarebbero inutili. Le nostre opere buone, anche se avessimo vissuto come giusti per lunghi anni, sarebbero perdute per sempre e si volatilizzerebbero. Resteremmo come dei navigatori che dopo aver trionfato su varie tempeste in alto mare naufragano nel porto d’arrivo.

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