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Neo-pelagianesimo e neo-gnosticismo non comprendono la salvezza cristiana

Catholic Church England and Wales-CC
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Una Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede su alcuni aspetti della salvezza cristiana critica due tendenze contemporanee: l'individualismo neo-pelagiano e lo spiritualismo intimista neo-gnostico

E’ stata pubblicata oggi la Lettera della Congregazione per la Dottrina della FedePlacuit Deo” indirizzata “ai Vescovi della Chiesa cattolica su alcuni aspetti della salvezza cristiana”. Il documento è firmato da mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer e mons. Giacomo Morandi, rispettivamente prefetto e segretario del Dicastero.

Due tendenze del mondo contemporaneo

Il testo intende approfondire l’insegnamento della salvezza in Cristo in un tempo di trasformazioni culturali che rendono più difficile, per l’uomo di oggi, la comprensione dell’annuncio cristiano che “proclama Gesù unico Salvatore di tutto l’uomo e dell’umanità intera”. In particolare si sottolineano due tendenze del mondo contemporaneo: la prima è un “individualismo centrato sul soggetto autonomo”, la cui “realizzazione dipende dalle sole sue forze”, che vede Cristo come “modello che ispira azioni generose”, ma non come “Colui che trasforma la condizione umana, incorporandoci in una nuova esistenza riconciliata con il Padre e tra noi mediante lo Spirito”. La seconda tendenza punta ad “una salvezza meramente interiore” che “suscita magari una forte convinzione personale, oppure un intenso sentimento, di essere uniti a Dio, ma senza assumere, guarire e rinnovare le nostre relazioni con gli altri e con il mondo creato”. Una prospettiva che non coglie il senso dell’Incarnazione del Verbo.

Pelagianesimo e gnosticismo

Papa Francesco – afferma la Lettera – ha fatto spesso riferimento a queste due tendenze: si tratta di “due deviazioni” che “assomigliano in taluni aspetti a due antiche eresie, il pelagianesimo e lo gnosticismo”. Sono “errori antichi” che tuttavia “rappresentano pericoli perenni di fraintendimento della fede” anche in contesti storici differenti. In una nota si ricordano i contenuti di queste due eresie: “Secondo l’eresia pelagiana, sviluppatasi durante il secolo V intorno a Pelagio, l’uomo, per compiere i comandamenti di Dio ad essere salvato, ha bisogno della grazia solo come un aiuto esterno alla sua libertà” ma “non come una sanazione e rigenerazione radicale della libertà, senza merito previo, affinché egli possa operare il bene e raggiungere la vita eterna”. Il movimento gnostico, sorto nei secoli I e II, conosce forme molto diverse tra di loro. In linea generale gli gnostici credevano che la salvezza si ottiene attraverso una conoscenza esoterica o gnosi. Tale gnosi rivela allo gnostico la sua vera essenza, vale a dire, una scintilla dello Spirito divino che abita nella sua interiorità, la quale deve essere liberata dal corpo, estraneo alla sua vera umanità. Solo in questo modo lo gnostico ritorna al suo essere originario in Dio, da cui si era allontanato per una caduta primordiale”.

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