Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Dobbiamo davvero temere l’intelligenza artificiale?

robot thinking
By Phonlamai Photo | Shutterstock
Condividi

Un rapporto pubblicato il 20 febbraio scorso lancia l’allarme: se non si fa niente, l’intelligenza artificiale (AI) potrà minacciare gravemente, e a breve termine, le democrazie e i popoli. Molto rumore per nulla… o pessimismo anticipatore?

Allora, che pensare di questo rapporto pubblicizzato? «Gli attori di questo genere di rapporto hanno l’abitudine di essere allarmisti», spiega ad Aleteia Claude de Ganay, deputato LR del Loiret e autore di un rapporto d’informazione sull’argomento a nome dell’Ufficio parlamentare francese di valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche (OPECST). Tale rapporto era intitolato “Per una intelligenza artificiale sotto controllo, utile e demistificata”.

L’IA? Ci sono i pro e i contro… È un classico: per ogni invenzione e sviluppo i due campi si oppongono. I rischi esistono, questo è certo, ma tocca a noi controllarli. Bisogna essere vigilanti in rapporto alla vita umana, alla protezione dei dati, e interrogarsi sulle possibili applicazioni terroristiche dell’IA. Ma siamo molto lontano dal predominio dell’IA sull’uomo. Il giorno in cui vedrete un robot esprimere un sentimento, allora tornate a chiamarmi…

L’uomo superato dalle proprie scoperte

Secondo lui, se la prudenza è d’obbligo, a nulla giova agitare lo spauracchio di un’apocalisse in arrivo: l’intelligenza artificiale sarà ciò che l’uomo, con la sua intelligenza naturale, ne farà. Il deputato si domanda:

Tutti i progressi tecnici presentano un potenziale pericolo. Quando hanno inventato l’aereo si pensava forse all’11 settembre 2001? E se avessero presentito il pericolo di un utilizzo terroristico dell’areo ci si sarebbe dovuti astenere dallo sviluppo dell’invenzione?

Spetta dunque agli uomini il fare in modo da non essere soverchiati dalle proprie scoperte. Per questo, Claude de Ganay promuove la messa in opera di un quadro etico all’IA: «Tale quadro non esiste né in Francia né in Europa, ed è su scala europea che bisogna lavorarci». Bisogna dire che la Francia non sembra più avere un peso specifico importante, in questo dominio, su scala internazionale. Del resto, il Figaro notava – commentando il rapporto anglosassone – «che nessuna istituzione francese ha partecipato a questo lavoro, malgrado la reputazione mondiale dei ricercatori nazionali [francesi, N.d.T.] nell’IA». «Senza un quadro etico – avverte il deputato LR – continueremo ad essere spettatori passivi e inquieti dei progressi dell’IA».

Non diventare vittime della propria creazione

Rincara la dose Nacim Ihaddadene. L’insegnante-ricercatore dell’Institut Supérieur de Électronique et du Numérique (l’ISEN, collegato all’università cattolica di Lille) ha preso visione del rapporto fin dalla sua pubblicazione.

Gli usi malevoli che gli autori del rapporto evidenziano sono certamente reali, ma non devono occultare tutto il bene che l’IA può apportare, soprattutto nel dominio della sanità.

Il ricercatore di Lille lo assicura:

Alcuni cancri, ad esempio, sono meglio diagnosticati con l’aiuto dell’IA che con lo sforzo della sola intelligenza umana. E che dire del miglioramento che rappresenta una vettura autonoma per un handicappato? Eppure tale autonomia è un progresso dell’IA.

Insomma, non si dovrebbe – col pretesto di pericoli in agguato – buttare il bambino con l’acqua sporca. Se il rapporto reso noto il 20 febbraio ha un’utilità, è quella di coinvolgere in un dibattito pubblico attorno alle sfide dell’IA di domani. E di sollevarne gli aspetti etici. Perché non viga il principio “homo homini lupus” e non ci si ritrovi vittime delle nostre creazioni (l’IA), è urgente che si faccia ritorno alle sorgenti dell’etica. Questa dimensione sarà al cuore del rapporto sull’IA che il Primo ministro francese, Édouard Philippe, ha affidato recentemente al deputato LREM Cédric Villani? Lo si aspettava per fine gennaio, da principio: sembra che bisognerà attendere i primi di aprile per saperne di più.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.