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I Crociati obbligavano davvero le loro mogli ad indossare le cinture di castità?

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Cintura di castità

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 28/02/18

Il congegno disegnato, quasi un’armatura, è presentato come uno strumento imposto alle donne fiorentine dai mariti gelosi, ma i commenti di Kyeser sono ironici e probabilmente il disegno è stato realizzato sulla base di sentito dire e non copiando un oggetto autentico. Di certo non risulta nulla del genere nella Firenze del tempo.




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L’incisione con la prostituta

Alcune incisioni del XVI secolo, tra cui una attribuita a Sebald Beham, raffigurano invece una donna che indossa una “cintura di castità”, chiusa da un lucchetto, in piedi tra due uomini mentre riceve e consegna denaro: l’interpretazione che ne è stata data è che si tratti di una prostituta in mezzo al cliente e al protettore, quest’ultimo disposto ad aprire il lucchetto solo al pagamento della prestazione.

Anche se fosse stata vera e non solo simbolica, dunque, la cintura rappresentava qui solo uno strumento professionale.




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Falso del XIX secolo

Fin qui, il mito medioevale. Le prime cinture di castità “vere”, reali, sono quelle finite nei musei intorno al 1840. Al Museo d’arte medievale di Clunya Parigi, per esempio, fino a poco tempo fa si poteva ammirare una cintura che si diceva fosse appartenuta alla regina di Francia Caterina de’ Medici (1519-1589). Fu solo nel 1990 che i responsabili del Museo si accorsero che si trattava di un falso risalente al XIX secolo.

Metà ottocento

Anche un altro esemplare simile, esposto al British Museum di Londra e a lungo indicato come risalente al XVI secolo, è stato di recente datato alla metà dell’800 e tolto dalle esposizioni. Quasi tutti i musei che le conservavano e le attribuivano all’epoca medievale, hanno oggi corretto i loro cataloghi per indicarne la fattura recente o l’origine fraudolenta.

Masturbazione e violenza sessuale

Queste vere cinture a cosa servivano? Sul finire del XIX secolo, scrive La Stampa (febbraio 2017) la masturbazione era vista come un peccato ed ecco che le cinture di castità divennero realtà e un rimedio. Ci sono brevetti di inizio ’900 che spiegano l’utilità di questi strumenti per evitare che i giovani si masturbassero.

Queste cinture “moderne”, in cui il cuoio ha sostituito il metallo, vennero anche utilizzate per proteggere le donne dalle violenze sessuali in un periodo nel quale iniziavano ad affacciarsi a mondi ritenuti fino ad allora solo maschili come le fabbriche oppure per giochi erotici con pratiche sadomaso.




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Il film di Woody Allen

Uno studioso, il professor Albrecht Classen (University of Arizona), nel libro The Medieval Chastity Belt: A Myth-making Process (Palgrave Macmillan, 2007), ha provato spiegare perché questo mito si è così alimentato nell’opinione pubblica.

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medioevo
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