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Orléans, la futura Giovanna d’Arco vittima di insulti razzisti

Jeanne d'Arc © Public Domain via Wiki Art

Jeanne d'Arc

Agnès Pinard Legry - pubblicato il 27/02/18

Mathilde Edey Gamassou, la ragazza scelta per impersonare Giovanna d’Arco in occasione delle prossime feste giovannee, è stata oggetto di insulti razzisti sui social network. Il procuratore della Repubblica di Orléans ha aperto un’inchiesta preliminare per «incitazione e provocazione all’odio razziale».

Mathilde Edey Gamassou, 17 anni, è stata scelta dal Comitato Giovanna d’Arco per incarnare una delle sante patrone di Francia nel corso delle prossime feste giovannee. Frequenta l’ultimo anno di “liceo classico”, è cattolica praticante e capo-scout, è iscritta a un club di scherma e pratica canto lirico al Conservatorio di Orléans: Mathilde Edey Gamassou è meticcia (ha origini beninesi da parte di padre e polacche da parte di madre).

Quattro criteri

Non c’è voluto di più perché alcuni si permettessero di pubblicare commenti razzisti sui social network, lamentando una Giovanna d’Arco “non bianca” e denunciando «una riscrittura della storia di Francia». Il Procuratore della Repubblica di Orléans ha aperto un’inchiesta preliminare per «provocazione pubblica alla discriminazione e all’odio razziale», a proposito di due tweet in cui la ragazza sarebbe stata assimilata a una scimmia. I fatti sono passibili di una pena di fino a 5 anni di reclusione – ha precisato.

Mathilde è stata scelta dalla giuria. Solo criterio: che nel 2018 come avviene da 589 anni, il popolo di Orléans celebra Giovanna d’Arco con una giovane donna che evochi il suo coraggio, la sua fede e la sua visione. Mathilde possiede tutte queste qualità,

ha reagito Olivier, il sindaco di Orléans.

Anche Bénédicte Baranger, presidente del comitato Giovanna d’Arco, ha deplorato una tale “polemica”. «Questa ragazza è stata scelta per ciò che è: una personalità interessante e uno spirito saldo», ha commentato all’AFP.

Ella corrisponde ai quattro criteri di scelta che ci siamo prefissi: risiedere a Orléans da 10 anni almeno, essere secolarizzata in un liceo cittadino, essere cattolica e dedicare del tempo agli altri. […] Non c’è alcuna provocazione: porterà la nostra storia di Francia a tutti, come hanno fatto le altre Giovanna prima di lei.

A mo’ di promemoria, questa 589esima edizione della celebrazione della fine dell’assedio di Orléans durante la guerra dei 100 anni si svolgerà dal 28 aprile all’8 maggio. Sarà segnata – come sempre – dalla cavalcata nella città della giovane ragazza scelta per interpretare la parte della liberatrice della città, con l’armatura indosso e lo stendardo in pugno.

Nel 2002 la giornalista Charlotte d’Ornellas era stata designata per essere Giovanna d’Arco durante le feste giovannee a Orléans.

Trovo questa polemica particolarmente triste. E penso che le persone che l’alimentano non conoscano le feste di Giovanna d’Arco. […] L’elezione di Giovanna d’Arco non è un’elezione di una miss Francia o di una miss Orléans, e neppure di una miss Giovanna d’Arco. È una cosa molto più profonda. Tutto poggia sul messaggio. […] Le questioni fisiche non rientrano in tal conto, nelle feste di Giovanna d’Arco. A Orléans accade il contrario: sono precisamente la cultura francese e la cultura orleanese che vengono celebrate. E questo messaggio non è assolutamente stato tradito,

ha reagito in un’intervista accordata a Boulevard Voltaire.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Tags:
franciagiovanna d'arcolaicismorazzismo
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