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Perché non c’è più stato un Papa con la barba dal 1700?

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La barba ha una lunga storia nella Bibbia, nel Diritto Canonico e nella tradizione

Innocenzo XII – nato Antonio Pignatelli – è stato Papa dal 1691 al 1700. È noto sopratutto per aver combattuto una battaglia dura e decisiva contro il nepotismo nella Chiesa, e per essere stato finora l’ultimo Papa a portare la barba lunga. Perché nessun altro Pontefice lo ha fatto in più di 300 anni?

La barba occupa un posto interessante nella Bibbia ebraica. Come si legge nella Catholic Encyclopedia, tagliare la barba di un altro uomo era considerato un’offesa (2 Samuele 10, 4); rasarsi o strapparsi la barba indicava lutto (Geremia 41, 5; 48, 37); permettere che la propria barba fosse profanata faceva pensare agli altri che si fosse pazzi (1 Samuele 21, 13), e alcuni tagli della barba che probabilmente imitavano i costumi pagani erano severamente proibiti (Levitico 14, 9).

Sia i greci che i romani, all’epoca di Cristo, piuttosto si rasavano. Se gli apostoli, anche nelle prime rappresentazioni cristiane, appaiono con la barba, non si può dire che fosse così in tutte le raffigurazioni. In alcune delle prime rappresentazioni del Battesimo di Cristo, infatti, Gesù viene mostrato senza barba, a differenza della maggior parte delle raffigurazioni bizantine. Alcuni Padri della Chiesa (Girolamo e Agostino) sembrano censurare o incoraggiare la pratica di portare la barba, ma trarre una conclusione definitiva sulla questione è piuttosto complicato. Nel VI secolo, però, il Diritto Canonico inglese ordinava ai chierici di “non permettere né ai capelli né alla barba di crescere liberamente” (Clericus nec comam nutriat nec barbam).

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