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Figlio uccide la famiglia, il padre sopravvissuto al boia: «Non uccidetemi anche mio figlio»

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In Texas Kent Whitaker prova con tutti i mezzi di ottenere la grazia per suo figlio, la cui condanna a morte è per stasera

Una storia tremenda e bellissima insieme, ne dà notizia il sito del mensile Mondo e Missione. Nel 2003 dopo aver assoldato un killer, Bart Whitaker fece uccidere la madre, il fratello minore e ferì suo padre – oltre a se stesso per coprire le tracce – il tutto per incassare le polizze vita e per coprire la propria falsa laurea di cui non aveva il coraggio di parlare. Oggi Bart è condannato a morte in Texas, lo stato americano con il record di condanne a morte, ma il padre Kent non vuole perdere anche il suo ultimo figlio in questo modo ed ha chiesto al Governatore Gregg Abbott un gesto di misericordia, «Dio mi è venuto a cercare in ospedale nella notte della sparatoria e mi ha aiutato ad arrivare al miracolo del perdono», ha raccontato.

«Nessuno nella mia famiglia vuole vedere Bart ucciso – ha dichiarato Kent Whitaker -. Se questa cosa succedesse io verrei gettato in un dolore ancora più profondo per mano dello Stato e in nome della giustizia. Il Texas si vanta di essere uno Stato che sta dalla parte dei diritti delle vittime. Dovrebbe valere anche in questo caso in cui la vittima chiede misericordia e non solo vendetta».

Due giorni fa ha avuto una prima speranza dalla Commissione per la grazia dello Stato del Texas che ha espresso parere favorevole alla commutazione della pena in modo da rispermiare la vita a Bart, oggi trentottenne. Ma la parola finale spetta comunque al governatore Abbott che continua non pronunciarsi. Lo farà probabilmente all’ultimo minuto, secondo la macabra liturgia delle esecuzioni capitali. La speranza è che almeno in estremis sia la ragione a prevalere (Mondo e Missione, 22 febbraio)

Una storia che fa riflettere, l’amore di un padre capace di perdonare il gesto più orribile di tutti, la volontà di chiedere e ottenere misericordia, unico modo di avere una giustizia vera, che non sia solo vendetta. Una occasione per noi – per gli americani – per riflettere sulla pratica della pena di morte.

AGGIORNAMENTO (23/02/18 09:56): Contro ogni pronostico il Governatore Abbott ha concesso, sentito il parere della Commissione per la Grazia, di sospendere la pena di morte di Bart Whitaker e commutarla nel carcere a vita. Ad appena 40 minuti dall’esecuzione, il Governatore ha firmato quindi la grazia e a concesso – anche grazie alle parole del padre, Kent, che molto si era speso per la vita del figlio – la commutazione della pena.

Io sono grato per questa decisione, non per me ma per mio padre. Qualsiasi punizione che riceverò o che avrei potuto ricevere, sarebbe giusta. Io merito qualunque punizione per i miei crimini, ma mio padre non ha fatto niente male. Il sistema [penale, NdR] ha funzionato per lui oggi ed io farò mio meglio per sostenere fino alla fine la sentenza (Abc13, 22 febbraio).

Così Bart Whitaker alla notizia della grazia. Le reazioni alla notizia sono state molteplici, da chi è stato sollevato, sia perché contrario in via di principio alla pena di morte, sia per lo specifico caso, a chi invece non ha trovato corretto questo atto di misericordia del Governatore .

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