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Quando una donna rubò l’Eucaristia per farne una pozione d’amore

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Voleva riavere il suo amore perduto, ma non si aspettava certo quello che è accaduto

Nel XVI secolo, una giovane donna di Alatri aveva il cuore spezzato. Aveva perso l’amore della sua vita ed era decisa a riaverlo indietro. Era disposta a tutto, e non riuscendo a convincere l’uomo che amava a parole cercò qualcuno che potesse fargli cambiare idea a forza.

Scovò quindi una maga e la pregò di fare qualsiasi cosa potesse ridarle indietro il suo amato.

La maga ebbe un’idea: avrebbe realizzato una pozione per la donna, ma aveva bisogno di un ingrediente fondamentale – un’ostia consacrata.

Disperata, la giovane donna andò alla Messa successiva nella cattedrale locale e si avvicinò al sacerdote per ricevere la Comunione. Il presbitero le mise l’Eucaristia sulla lingua, ma la donna la tenne in bocca, si girò e quando fu fuori dal campo visivo del sacerdote la tirò fuori e la mise in un pezzo di stoffa.

Tornò quindi a casa e tenne l’ostia nella stoffa fino alla visita successiva alla maga. Dopo tre giorni riprese il pezzo di stoffa per controllare l’ostia, ma quello che vide non era più l’ostia bianca che aveva ricevuto.

La donna trovò infatti un pezzo di carne sanguinante, e capì che l’ostia si era trasformata fisicamente nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Tornò di corsa in chiesa e si pentì del proprio peccato. Anche la maga si pentì, ed entrambe si convertirono dopo quel miracolo. Si potrebbe dire che siano state vittime della vera “pozione d’amore” della presenza di Dio nell’Eucaristia.

Papa Gregorio IX indagò all’epoca sul miracolo, considerandolo un segno visibile contro le varie affermazioni secondo le quali Gesù non era presente nell’Eucaristia. Quell’episodio confermò per lui e per chi ne era stato testimone che Gesù era davvero presente nell’Eucaristia, in corpo, sangue, anima e divinità.

Il miracolo coincise con eventi simili in altre parti d’Europa e aiutò a spianare la strada all’istituzione della festa del Corpus Domini, che chiedeva ai fedeli di credere con fede ardente al miracolo invisibile che si verifica ogni volta che viene offerta la Messa.

L’ostia sanguinante è ancora conservata nella cattedrale di Alatri in un ostensorio, promemoria dell’amore immortale di Gesù per tutta l’umanità nel Santissimo Sacramento dell’altare.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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