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Questo monaco scala una montagna ogni giorno per arrivare in chiesa

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La fede smuove le montagne... in vari modi!

Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro” (Salmo 23). Si potrebbe dire che Haylesilassie Kahsay, un monaco copto etiope, appartenga a questa schiera di persone.

Sulle montagne del Gheralta, nel nord dell’Etiopia, padre Kahsay cammina per due ore ogni giorno e poi scala una montagna per arrivare alla Abuna Yemata Guh, una chiesa scavata nel fianco del monte, ornata di affreschi colorati e due cupole.

La chiesa di Abuna Yemata Guh è stata scavata nella roccia da Sant’Abuna Yemata, uno dei cosiddetti Nove Santi, nel VI secolo, quando questi arrivò nella zona dalla Siria. Per certi storici, alcuni dei Nove Santi giunsero nella regione da Costantinopoli o da Roma.

La vita quotidiana di padre Haylesilassie Kahsay è fatta di lavoro e preghiera. Si alza all’alba e lavora fino alle 6.00 a casa sua. Dopo aver fatto colazione inizia la camminata per arrivare in chiesa.

La scalata che deve affrontare include una parete verticale di dieci metri. “Non ho paura quando scalo la montagna per arrivare in chiesa perché lo faccio ogni giorno. È molto difficile, ma lo trovo fattibile”, ha riferito padre Kahsay alla BBC.

Una volta giunto in chiesa, il monaco trascorre il suo tempo dividendosi tra preghiera e studio, soprattutto di testi antichi. “Sono felice di leggere per tutta la giornata. Qui è molto tranquillo, non c’è nessuno con cui parlare. Si comunica con Dio e si condividono i propri segreti con Lui. E poi la mente diventa libera e felice”.

Per secoli i monaci che giungevano qui per recarsi nella chiesa vi sono stati anche sepolti, ma nessuno di loro è mai morto, inciampato o ha avuto un incidente durante l’ascesa del monte.

“I Nove Santi che vivono su queste montagne mi proteggono”, ha affermato sorridendo padre Kahsay.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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