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Come ho inizato a credere che l’Eucaristia sia davvero Gesù

George Martell BostonCatholic | CC BY-ND 2.0

Tom Hoopes - pubblicato il 21/02/18

Tutto è iniziato con Bob Dylan...

Quando all’università gli amici mi dicevano di credere che l’Eucaristia a Messa non fosse più pane ma Gesù Cristo stesso, veramente presente, non li capivo.

“Intendi dire che credi che il pane ricordi Cristo nell’Ultima Cena, giusto?”, chiedevo.

No, mi rispondevano. Non credevano che ci fosse più del pane dopo la consacrazione. C’era solo Gesù. Aveva le sembianze del pane.

Una volta che ho capito cosa stavano dicendo ho pensato che fossero pazzi. In tutti gli anni in cui avevo frequentato la Chiesa cattolica non avevo mai pensato niente del genere.

E allora hanno dovuto in primo luogo convincermi del fatto che la Chiesa crede davvero questo.

Oggi c’è il Catechismo e rende ben chiara questa dottrina, ma all’epoca non c’era, e quindi non si aveva a disposizione alcun modo semplice per scoprire se quello che si stava ascoltando era la vera dottrina della Chiesa o le idee peculiari di qualcuno.

Penso che i miei amici abbiano dovuto far ricorso al libro di Ludwig Ott [teologo tedesco del XX secolo, n.d.t.] per provarmelo. Qualunque cosa abbiano fatto, ho iniziato a credere, seppur senza troppa convinzione, che la “Presenza Reale” fosse una cosa vera.

Le cose che facevamo noi cattolici hanno comunque acquisito più senso da allora – genuflettersi prima di sedersi nel banco, il sacerdote che pulisce i vasi sacri e le tante regole su chi può ricevere la Comunione.

Anche dopo essermi convinto del fatto che la Presenza Reale fosse una vera dottrina pensavo comunque che fosse una follia. Perché Dio vorrebbe assumere le sembianze del pane? Perché mai vorrebbe essere mangiato?




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Tags:
bob dylancomunionegesù cristo
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