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5 motivi per cui un viaggio di missione cambia la vita

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di Rafael Pérez del Solar

A chi non piace viaggiare? È sempre bello concedersi uno spazio in un posto diverso, conoscere gente nuova, interagire con persone diverse da quelle con cui conviviamo ogni giorno. E se in quello stesso viaggio si avesse l’opportunità di aiutare quelle persone, di condividere il proprio tempo con loro, di suscitare un cambiamento che abbia un impatto positivo sulla loro vita (e sulla propria)? Non sarebbe veramente splendido?

In questo post vorrei parlarvi proprio di questo, di un viaggio che ho compiuto qualche mese fa nella città ecuadoregna di San Vicente, colpita dal terremoto dell’aprile 2016. Lì ho incontrato un gruppo di statunitensi di varie età, giunti da diverse città del Paese, con cui ho iniziato la grande avventura di un viaggio di missione per poter aiutare alcune famiglie che avevano perso tutto costruendo nuove case per loro e sostenendo allo stesso tempo la parrocchia locale nell’evangelizzazione di alcuni settori della città.

Uno dei miei compiti è coordinare viaggi di volontariato o missioni per stranieri. Sono arrivato a questa esperienza con le aspettative giuste e necessarie, perché in quel momento ero un po’ lontano da Dio e il viaggio sarebbe stato per me una cosa di routine. Dio, però, ci sorprende sempre! Non ne ho alcun dubbio. E ci sorprende ancor di più quando le cose accadono come meno te le aspetteresti.

La gente che abbiamo conosciuto, che abbiamo aiutato, con cui abbiamo condiviso tante cose, e perfino il luogo in cui abbiamo vissuto per tutti quei giorni hanno avuto un profondo impatto sulla nostra vita. Abbiamo finito per sperimentare che si riceve sempre più di ciò che si dà, tanto più quando c’è di mezzo Dio.

In questo viaggio ho imparato molte cose nuove e ne ho ricordate tante altre. Vorrei riassumerle in cinque idee che hanno davvero segnato la mia vita:

1. Nel volto dei più poveri e dei più semplici c’è davvero Dio

Gesù in Matteo 25, 40 dice: “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. È un ideale nobile, grande. Lo leggiamo e cerchiamo di metterci all’opera, ma quante volte l’indifferenza ci vince e ci limitiamo a passare oltre chi chiede il nostro aiuto, soprattutto il povero?

In un viaggio di missione non c’è modo di fuggire! Il che è una benedizione. Le persone semplici, quelle che hanno meno a livello materiale, sono spesso quelle che ci testimoniano maggiormente Dio con la loro vita, con la loro fede, con la loro speranza anche tra le difficoltà più grandi. Ed è lì che scopriamo davvero il volto di Gesù nel fratello bisognoso. Di Gesù sofferente, di Gesù che ci chiede un bicchier d’acqua, una parola di incoraggiamento; ma anche di Gesù che ci insegna con il suo esempio di semplicità e ci chiede di concentrarci su ciò che è essenziale nella vita.

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