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La Passione di Cristo? Scoprila e condividila con questi 14 tweet

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FILIPPO MONTEFORTE/AFP

Gelsomino Del Guercio - Aleteia Italia - pubblicato il 17/02/18

Utili riflessioni su se stessi e sul prossimo da postare sui social

La Via crucis, passo dopo passo, andando con Gesù sulla via della croce, ci permette di crescere, di diventare grandi. Non di età, ma dentro di noi, nel cuore, negli atteggiamenti verso Dio e verso ogni fratello e sorella a noi prossimi.

E allora accompagniamo il percorso verso la croce di Cristo con 14 tweet, quanti le stazioni della Passione. 280 caratteri che condensano una piccola lezione che deve farci riflettere in questo cammino verso la Pasqua di Resurrezione.

#Con Gesù sulla via della croce. Tra Vangelo, preghiera tweet” (edizioni Paoline) di Remo Lupi,ci aiuterà a tracciare questo percorso.

Prima stazione: Gesù è condannato a morte

Dal Vangelo secondo Matteo:

Chiese Pilato [alla folla]: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo? ». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!». Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!».

E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso (Mt 27,22-26).

“Seguire il gregge”

Tweet da condividere: “Quante volte seguiamo quello che dicono gli altri senza esserne convinti, semplicemente perché è più comodo pensare con la testa di chi abbiamo vicino Ma facendo rischiamo di fare molto male al nostro prossimo perché lo giudichiamo in modo negativo, lo condanniamo”


Gesù Crocifisso

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Seconda stazione: Gesù è caricato sulla croce

Dalla prima lettera di Pietro:

Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime (1Pt 2,24-25).

“La croce”

Tweet da condividere: “Gesù ha portato la croce e, morendo su di essa, ci ha salvato. Quante croci oggi vediamo intorno a noi: appese al collo, tatuate, ecc. Ma queste non sono la croce di Gesù. Essa è simbolo di tutte le prove e le sofferenze dell’umanità. Che porta su di se e insegna a noi a fare lo stesso”

Terza stazione: Gesù cade per la prima volta

Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi:

Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa (Col 1,24).

“Le cadute ci aiutano a crescere”

Tweet da condividere:  “Da piccoli è capitato di cadere da bici, pattini, ecc. Da grandi le nostre cadute sono diventate “spirituali”: quando non partecipiamo alla Messa, quando non rispettiamo genitori, amici. Allora facciamoci rialzare dal sacerdote con la riconciliazione e la direzione spirituale!”

Quarta stazione: Gesù incontra sua madre

Dal Vangelo secondo Luca:

Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima – affinché siano svelati i pensieri di molti cuori» (Lc 2,34-35).

“Nei momenti importanti…loro ci sono”

Tweet da condividere:  “Quando abbiamo qualche problema, quando stiamo male, i nostri genitori ci sono! Essi sono i primi che incontriamo e che ci sono vicini nei momenti difficili. Ci dobbiamo fidare; dobbiamo affidarci alle persone che ci vogliono bene e che abbiamo accanto”




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Quinta stazione: Simone di Cirene porta la croce di Gesù

Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Galati:

Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo (Gal 6,2).

“Si può fare del bene anche controvoglia”

Tweet da condividere:  “Il bene va fatto sempre, anche quando non ne abbiamo voglia, perché il bene cambia la vita delle persone, di chi lo riceve e di chi lo fa; come è successo a Simone di Cirene nello scoprire chi era colui di cui aveva portato la croce, obbligato dai soldati”

Sesta stazione: La Veronica asciuga il volto di Gesù

Dal libro del profeta Isaia:

Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima (Is 53,2-3).

“Uscire fuori dalla mischia”

Tweet da condividere: “La Veronica rappresenta tutti coloro che non si limitano a essere semplici spettatori dei drammi altrui, ma che, con coraggio, escono fuori dalla mischia, per aiutare il prossimo e alleviarne le sofferenze. Ciò che conta è aiutare chi è in difficoltà, senza timori e senza indecisioni”

Settima stazione: Gesù cade per la seconda volta

Dal libro del profeta Isaia: 

E gli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti(Is 53,5).

“Quando pensiamo di non cadere”

Tweet da condividere:  “Una delle tentazioni più ricorrenti, infatti, è quella di credere di non cadere; e questo perché si diventa troppo sicuri di se stessi. Gesù, invece, durante la sua Via crucis cade e, cadendo, ci ricorda che questa situazione fa parte del cammino della vita e va accolta con umiltà”

Ottava stazione: Gesù incontra la gente

Dal Vangelo secondo Luca:

Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli» (Lc 23,27-28).

“Gli incontri”

Tweet da condividere:  “Nella nostra vita incontriamo tanta gente: quante parole sentiamo, quanti maestri e professori ci insegnano la loro verità, la loro filosofia di vita. Ma ricordiamo: l’unico vero Maestro che ci insegna la sola verità che libera è Gesù, e per conoscere le sue parole dobbiamo leggere il Vangelo”

Nona stazione: Gesù cade per la terza volta

Dal libro del profeta Isaia:

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca (Is 53,7).

“Imparare a parlare”

Tweet da condividere: “Imparare a parlare vuol dire non parlare a sproposito, vuol dire anche tacere per non ferire e peggiorare le cose. Quanto male si può fare al nostro prossimo con le parole! Pensiamoci bene: quante volte cadiamo per questo peccato?”




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Decima stazione: Gesù è spogliato dalle sue vesti

Dal Vangelo secondo Matteo:

Giunti al luogo detto Golgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte (Mt 27,33-35).

“Sacrifici”

Tweet da condividere: “Gesù si spoglia anche delle ultime cose che umanamente gli restano… Crescere è capire che privarsi di qualcosa non vuol dire impoverirsi, ma rendersi leggeri, avere meno zavorra nel cammino della vita, per dare più spazio a Dio, all’amore, al mondo”

Undicesima stazione: Gesù è crocifisso

Dal Vangelo secondo Giovanni:

Gesù, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei» (Gv 19,17-19).

“Le prime sofferenze”

Tweet da condividere:  “È in momenti come questi che possiamo sperimentare se stiamo crescendo davvero: scoprendo cioè come reagiamo davanti allei sofferenze. Quando non ci sentiremo solo vittime, ma ci daremo da fare per migliorare queste situazioni, allora saremo diventati più maturi”




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Dodicesima stazione: Gesù muore in croce

Dal Vangelo secondo Luca:

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto (Lc 23,44-48).

“Fare posto agli altri”

Tweet da condividere:  “C’è un morire che lo si capisce solo quando si inizia a crescere. Consiste nel far morire un po’ del nostro egoismo per fare spazio agli altri, per capire quanto siano importanti, quanto i loro doni siano dono per la nostra stessa vita, e rallegrandoci per questo!”

Tredicesima stazione: Gesù è deposto dalla croce

Dal Vangelo secondo Marco:

Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe (Mc 15,42-45).

“Dio si affida alle sue creature”

Tweet da condividere:  “Ancora oggi Dio, per arrivare a tutti, si mette nelle mani dei sacerdoti, dei catechisti, degli educatori. In questo modo ci insegna che da soli non possiamo fare nulla: abbiamo bisogno del prossimo. Il cristiano, allora, è tale se collabora con gli altri, se si fida delle idee degli altri”

Quattordicesima stazione: Gesù è posto nel sepolcro

Dal Vangelo secondo Matteo:

Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Magdala e l’altra Maria (Mt 27,59-61).

“Saper attendere e aspettare con pazienza”

Tweet da condividere:  “Il sepolcro rappresenta l’attesa prima della risurrezione. Questa tappa della Via crucis ci insegna a non avere fretta, a saper attendere con pazienza l’evolversi degli eventi. Saper aspettare significa rendersi conto dell’importanza delle cose e apprezzarle ancora di più”


CROCIFISSIONE CRISTO

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