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Figlia tossicodipendente ai genitori: siete anche voi responsabili di tutto questo

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Una lettera coraggiosa e bruciante come spesso tocca essere alla verità: una giovane donna si rivolge tremante ai propri genitori perché anche dalla loro presa di coscienza dipende la sua guarigione

Questa ragazza, che ha davvero vinto la sua battaglia contro la droga, ha imparato una cosa centrale e profonda ed è proprio quella che può ferire o allontanare i suoi genitori mentre invece aveva lo scopo di aiutarli a capire lei e loro stessi, per guarire. Perch in un certo senso sono anche loro, o meglio la loro relazione reciproca, a dover guarire.

Nella lunga lettera riporta anche i risultati di uno studio a firma di una nota scrittrice freelance portoghese-canadese:

Nella sua analisi del relativo successo che il Portogallo ha avuto nel contrastare le morti legate al consumo di oppiacei, Susana Ferriera scrive che «il progresso del paese può essere attribuito ad alcuni fattori di base, di cui uno è il riconoscere a livello sociale che la relazione malsana di un individuo con le droghe spesso nasconde rapporti fragili con le persone care, con il mondo che lo circonda, e con se stesso».”

E forse avendo preso coraggio e non potendo che andare fino in fondo ora che ha effettuato l’incisione si mette ad operare: bisturi!

“È vero che non posso controllarla. Una volta che ho sviluppato una dipendenza, che è un disturbo psicologico, ci voleva ben altro che la mia famiglia per tenerla sotto controllo. Ma è irresponsabile da parte vostra pensare di non aver in alcun modo contribuito alla dipendenza. Quando ho cercato di parlarvi di depressione, a 14 anni, avete preso in mano un libro e mi avete ignorato—avete contribuito alla mia dipendenza.

Quando vi siete incazzati nel vedere le bruciature che il mio ragazzo mi infliggeva a 17 anni, minacciandoci entrambi invece che dirmi che mi amavate e che mi meritavo di meglio—avete contribuito alla mia dipendenza. Quando vi ho detto che mi avevano quasi violentata e voi mi avete risposto che era una bugia—avete contribuito alla mia dipendenza. Quando ci sono ricaduta, e voi mi avete fatto vergognare per questo—avete contribuito alla mia dipendenza.

Cominciano a sembrare accuse. E so che alla gente non piace; è difficile ascoltarle.”

Leggi anche: La tragedia silenziosa che sta colpendo i nostri bambini, oggi

E citando lo specialista di dipendenze Gabor Mate inizia a suturare le incisioni o almeno a controllare il rischio di emmoragia, perché deve essere di un dolore lancinante per una mamma ed un papà sapersi complici, sebbene ignari, della devastazione del figlio:

Il genitore non deve essere perfetto. Nella nostra società, non è [solo] questione di capire se i genitori stiano facendo del loro meglio, o amino i figli, perché sono spesso isolati o stressati o troppo preoccupati dal lato economico per essere presenti. Quello che dico è che la carenza emotiva in giovanissima età è la base universale di tutte le dipendenze.”

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